Voli pindarici

Ognuno ha sempre (e ancora) qualcosa da imparare. Quasi tutti pensiamo di sapere tutto. Ed è per questo che ci si danna e si piange. È tempo di riti propiziatori, di desideri da esprimere, di “prometto di”, di buone intenzioni da allestire per quest’anno che è appena iniziato e che, come un’infante, pensa d’avere il mondo in mano mentre, invece, è in mano al mondo. M’accosto alla finestra e guardo fuori. Dicono che la prima cosa che vedrai, quando ti svegli al primo dell’anno, ti dirà come andranno tutti gli altri 364 giorni. Ho in mano la tazzina colma di dolce caffè fumante. Amo il profumo del caffè. Ti riscalda, t’avvolge dentro e fuori. Ti conforta nei momenti disperati. T’abbraccia entrandoti nel sangue e facendoti sentire vivo quando, magari, vivo non vorresti essere. Pensa che conoscevo una donna che non beveva caffè, non amava pizza o pasta e schifava dal cuore perfino la mozzarella di bufala, lei ch’era campana. Roba da pazzi… vedi cosa succede quando ci si reincarna nel paese sbagliato? Sorrido mentre traccio sulla brina del vetro appannato un bellissimo e nerboruto cazzo. Tanto non mi vede nessuno, anche se sono al primo piano. Pensa se, invece della prima cosa che vedi, fosse vero che quello che fai con le tue mani il primo giorno dell’anno, lo farai tutti gli altri giorni dell’anno, beh… direi che mi va bene così. Disegnare cazzi sui vetri non è così brutto come mestiere. Basta essere pagati. M’accontento di poco, io. E poi, a furia di disegnarli, vuoi vedere mai che mi perfeziono e me li mettono all’asta come Banksy? Titolo del Corriere della Sera: “Sale nell’Olimpo dei disegnatori dipingendo cazzi sulla brina dei vetri! Messo all’asta disegno fatto su vetro di casa popolare di Tor Vergata!”.  Rido. Finalmente rido. Ch’era da un po’ che non ridevo, và. Mi godo un altro sorso di caffè. Dai, guardiamo fuori così so che anno m’aspetta. Devo fissare lo sguardo solo in un punto, ok? Solo un punto. Nessuna alternativa. Non ci lasciamo distrarre. Magnifico! Proprio davanti a me, vedo una stupenda, meravigliosa, fumante merda di cane mollemente adagiata sul marciapiede. Ambè. Ok, facciamo la seconda cosa che vedi, ok?

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