Feeling good

S’affaccia alla finestra che ha appena finito d’intonacare. Non è un muratore. Insegnava inglese ma stentava a sopravvivere. Così… E vabbè. A volte bisogna scendere a patti, senza aver paura. Il mastro gli ha detto che può pranzare. Al takeaway cinese s’è preso un riso con le verdure. Costa due euro. Va bene così. Deve risparmiare. La signorina gli ha dato pure le bacchette. S’accomoda a terra, sul balcone che affaccia nel cortile silenzioso, invaso dal sole. Certi giorni, il sole gli manca proprio tanto. Quando prende le bacchette pensa che all’inizio, aveva paura d’usarle. La paura è una costante, certe volte. Era davvero difficile usarle. Le teneva talmente strette e attaccate che muovendo la mano e non le dita, non acchiappava ‘na mazza. Ma non si può avere sempre paura, no? Piano piano, s’è reso conto che più s’allontanava con le dita dalla punta delle bacchette che dovevano tenere il cibo, più era facile maneggiarle e mangiarlo. Già, più lontano stava, più facile diventava. Come la vita e le persone, pensa. A volte, più lontano stai, meglio le riesci a gestire, la vita e le persone. Succede. Sogghigna pensando che doveva fare il filosofo, non l’insegnante d’inglese immigrato illegale che intonaca le case dei ricchi. Al terzo boccone sente della musica provenire dal palazzo di fronte. Riconosce Bublè che canta “Feeling good”. Nostalgia. L’usava per insegnare l’inglese ai suoi ragazzi, ad Annaba. Poi qualcuno gli ha detto che in Italia si stava meglio. Così ha fatto quello che c’era da fare. Non ha preso uno di quei barconi, perchè la gente muore davvero in quei cosi. Perciò, ha attraversato l’Algeria e mezzo Marocco. Davanti a Gibilterra ha dato mille euro a un tedesco ed è arrivato in Spagna in meno di tre ore. Da là, è stata facile. Gli europei fanno i fighi, ma poi… Volge lo sguardo verso la casa dalla quale sente arrivare la musica a volume altissimo. Una donna sta ballando mentre spolvera i mobili antichi. Resta a metà, con le bacchette in mano, ipnotizzato dalle movenze della signora senza vergogna che sorride allo straccio della polvere muovendosi liberamente. It’s a new dawn… Certe cose sono paurosamente meravigliose, pensa, stringendo le bacchette.

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