Sei piccoli indiani

Appena entrata in auto dice che 5 bambini, l’indomani, si ritroveranno davanti a casa di Francesca per andare a scuola da soli. Da soli. Orcu! Ok, è in quinta e, se ricorda bene, lui andava a scuola da solo già in quarta, ma erano altri tempi e abitava in un paesino tranquillo. Ne parlavano da un po’, è vero, nelle riunioni di classe, visto che l’anno prossimo andranno tutti nella stessa scuola media, però… Vabbè, lui, ch’è un manager con le palle, non fa vedere alla figlia il colpo che gl’è venuto. Sorride dicendo: “Idea bellissima, tesoro. A che ora vi dovete trovare?” Lei, serafica, risponde “Alle otto e dieci. Tu o papà, comunque, svegliatemi alle sei che non voglio fare tardi, ok?” Non sa se ridere o piangere; così risponde sorridendo “Beh, allora facciamo che non torniamo nemmeno a casa! Appostiamoci qua già da ora, eh?”. Lo guarda con sufficienza. “Non mi piaci quando fai queste battute sceme, papà, lo sai?”. Si, lo sa.. ma è un modo per difendersi. Quando Umberto torna glielo dice sperando che, magari, faccia cambiare idea a Veronica. Lui, invece, risponde: “Che bello! La nostra bambina sta crescendo! Figata assurda!” abbracciandolo forte. L’ha odiato di brutto in quel momento. Tanto l’ama, quel cretino di suo marito, tanto l’odia quando fa così. Umberto sorride, guardandolo di sottecchi. Poi va in cameretta a ciappettare con Veronica prima che s’addormenti tra le sue braccia. Alle otto meno venti sono già fuori tutti e tre. Pioviggina. Franco sta per dirle di rimandare. Umberto gliel’impedisce con un solo sguardo. Sì, lo odia, decisamente. L’accompagnano in auto fino alla portineria dell’amichetta. Sorrisi, abbracci… Papà, dai… andate via… Umberto tiene stretto Franco. Saluta gli altri genitori che vanno via. Poi dice a Veronica che restano in strada perché devono riordinare l’auto che papà ha messo sottosopra. Trascina Franco per un braccio, fermandosi dietro al cofano che gl’intima d’aprire. Franco pensa sia impazzito. Lui, che mette in ordine perfino la polvere! Umberto gl’indica il vetro del cofano alzato sorridendo e dicendo dolcemente: “Ora puoi guardarla andar via senza farti notare, pirla…” mentre i 6 piccoli indiani, trascinando zaini di Dragonball e Barbie, si dirigono verso la scuola.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...