Cose private

Gliel’ha menata per anni. Quei posti lei non pensava nemmeno esistessero. Lui, ovviamente, sì. L’assillava ogni notte. Una moglie, se ama il marito, certe cose le fa. L’amore non è mica solo un sotto e sopra. Lui l’ama infinitamente, vuole sperimentare, crescere assieme sessualmente… E così, un bel giorno acconsente ad andare là dove gli uomini si scambiano le donne. Che loro, gli uomini, non si toccano, no… ma le loro donne, quelle sì, quelle le fanno toccare dagli altri uomini e sembra che gli piaccia pure. E certo che dovrebbe piacere pure alle donne ma, a volte, come lei, lo fai per accontentare il tuo uomo, e basta. Che le geishe non stanno mica solo in Giappone, sai? Ce ne stanno pure a Fiorenzuola, a quanto pare. La suocera farà da baby-sitter mentre sono al cinema. Vabbè… diglielo tu a tua suocera di tenerti i bambini perché suo figlio ti porta al Coniglio Bianco. Reggicalze e calze a rete comprati a Modena; e non dalla Marilina della merceria, che poi la sputtana. Bustino dell’abito da sposa; che le va ancora perché, a star dietro a 3 figli maschi, certamente non ingrassi. Tacchi a spillo del matrimonio della sorella. Entrata dentro, con la vergogna della novizia, le guarda tutte, quelle come lei. E trova la risposta a una domanda che si faceva da sempre: perché così tanti ebrei non hanno detto vaffanculo ai nazisti ribaltandoli di botte, uno dopo l’altro, invece di farsi ammazzare? Perché “erano stati convinti che non ne avevano il diritto”. Ecco perché. Perché uno dice che di te può fare quello che vuole e tu, se non credi diversamente, non lo contraddici, facendoti scopare da altri uomini mentre lui guarda, il cornuto. Sospira adagiandosi sul divanetto, nel buio accondiscendente del locale. Una coppia s’approccia, senza toccarli. Il marito annuisce, occhi infoiati. La coppia s’accomoda davanti a loro, smanettandosi vicendevolmente. Beh, guardandolo oggettivamente, l’arnese del tizio, male non è… pensa te…  Beh, l’arnese del marito non s’è alzato d’un millimetro, pur lavorandoci su per 27 minuti, e nessuno ha toccato nessuno perché l’ha trascinata via in silenzio, fino al garage, dove lei gli chiede che film vogliono dire alla suocera d’aver visto.

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