La saggezza degli agapanto

S’alza da terra guardandosi intorno, felice. Una piantagione di bellissimi agapanto rosa, bianchi, azzurri, sventola sul balcone striminzito. E la prima cosa che gli viene in mente è che ti rendi conto che stai invecchiando quando inizi a concordare con quello che dicevano i tuoi genitori. La differenza, però, sta nel ricordarsi di averle contestate, quelle cose e, di conseguenza, capire meglio chi ti contesterà, per l’ennesima volta, nel folle, inarrestabile giro di giostra che chiamano vita genitoriale. In quel caso non aveva contestato il padre, anzi, gli aveva chiesto aiuto e lui, come sempre, c’era stato. Aveva traslocato, dopo la separazione, in questo monolocale. Non era stato facile iniziare la sua avventura di padre single e abbandonato. Luisa era scappata in Brasile col suo compagno. Gli aveva lasciato, figlio, debiti, cuore a pezzi e le sue piante. Vittime del trasloco furono una rosa cespugliosa, un rododendro, un gelsomino, un olmo nato per caso, un rosmarino, una lavanda, un numero indefinito di belle di notte in attesa di germogliare e, più doloroso di tutti, ben 18 agapanto. Pianse, lo deve ammettere. Vedeva, nel perire dei suoi adorati agapanto un riflesso del perire del suo matrimonio. La cosa, ovviamente, non lo gratificava. Avevano visto la neve, il sole, i tramonti grazie a lui e ora morivano, tra le sue mani. Erano nati tutti da un singolo getto che suo padre gli aveva regalato quando era nato Francesco e che aveva trapiantato negli anni. Erano fiori che “sentiva”. Ci sono certe piante che ti “sentono”. E tu senti loro. Altre, invece, nonostante tutte le cure possibili, ti schifano dal fondo della loro clorofilla e preferiscono morire, piuttosto che farsi curare da te. Succede. Suo padre disse che è un po’ come l’amore per qualcuno che non vuole essere amato da te. Hai voglia a dargli tutto il meglio del meglio. Se non ne vuole sapere, non ci sprecare tempo e dallo a chiunque o qualsiasi altra cosa lo meriti, il tuo amore. Gli aveva detto questo promettendogli che, col tempo, sarebbero rinati assieme lui perché anche loro soffrivano del trasloco. Lui, avvrancicato nel suo dolore, non aveva concordato. A certi padri però, a volte, bisogna davvero credere.

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