Esprimi un desiderio

Sta sfrecciando giù dalla montagna lungo la strada che porta da Barzio e Lecco mentre l’alba che nasce dalle montagne a sinistra riempie di speranza.  Sfida chiunque a non sorridere o non stare bene pensando che nulla può fermare il tempo e che perciò tutto andrà bene, vedendo quel primo raggio di luce irrompere nel buio. È come un soldato degli alleati ch’entra in campo urlando “Arrivano i nostri!”. Sì, è proprio quella sensazione di “è arrivato Rin Tin Tin”. È consolante, rassicurante. Bello fare il pendolare. Poco prima dell’ultimo tornante che lo porterà sulla superstrada per Milano vede un ambulante che sta allestendo una bancarella d’arance siciliane. Decine di cassette colorate. Molti frutti sono avvolti nei fogli cerati che, quand’era bambino, nonno Felice usava per far volare i desideri. Flash. Prendeva i nipotini facendoli sedere sotto il portico che profumava di glicine. A ognuno dava 3 incarti e un pacchetto di cerini. Poi, dovevano fare il tubo o il cono. Chissà perché, le bambine facevano i coni; i maschietti, invece, il tubo. A tutti diceva: “Prima d’accendere, esprimete un desiderio. Se vola fuori dal portico, si realizzerà. Altrimenti, si realizza a metà, va bene?”. Che non si dica mai che i desideri non si realizzano. Magari siamo noi a formularli male, ma loro si realizzano sempre; anche a metà. Sono passati almeno 40 anni. Frena bruscamente.  Ci sono momenti che non possiamo abbandonare in balìa dei rimpianti. Momenti che bisogna fare ciò che il nostro cuocervello (sì, proprio così: cuocervello) ci dice. Il cuocervello è un organo invisibile che mette sempre d’accordo cuore e cervello. Fa fare le cose col cuore, ma secondo uno schema ben prestabilito dal cervello. Il cuore, si sa, è un sentimentale, va alla selvaggia e ha bisogno del cervello, a volte, per far bene le cose. Corre dall’ambulante. Compra una cassa di 60 arance; tutte incartate, però. Paga pure 10 euro in più. L’ambulante pensa che la gente è strana, ma va bene così. Va sempre bene così; basta non farsi male. Arrivato in ufficio, chiama i suoi 19 dipendenti in sala riunioni e distribuisce 3 arance e una scatola di cerini a testa dicendo: “Oggi esprimeremo dei desideri”.

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