Automaticamente

“Secondo me non c’è niente da dire, Ignazio. Niente. Siamo adulti, viviamo e lavoriamo entrambi a Santamariammare, che non è New York. Sappiamo pure quello che dobbiamo fare. Siamo dei professionisti, noi. Il resto è storia. E io la vedo così. Tu?” I baffi a manubrio. Sono quelli che ipnotizzano, pensa Padre Ignazio. Sono i baffi. Non può essere altro. Perché, quando uno muove la bocca sotto a quei baffi, pure i baffi si muovono e chi guarda, automaticamente, sorride sentendosi bene dentro. Sì, sono decisamente i baffi a manubrio. Scrolla la testa stordito, come se fosse atterrato giù da Marte in picchiata proprio in quel momento. Il maresciallo Maffiàni lo guarda incuriosito. “Padre Ignazio, hai per caso messo qualcosa nel vino per officiare la messa? Ci sei?” Il prete riprende il respiro che aveva trattenuto fino a quel momento dicendo: “Sì, sì! Ci sono, perdonami. Allora, sìssì…  parliamo! Di cosa, scusa?” Ah, oltre ai baffi ci sono le cosce snelle e muscolose che ora sta accavallando. Sì pure quelle… “Ignazio, ti sei rincretinito?” No. È solo che a volte, anche se uno è un professionista, non riesce mica a non far volare i pensieri sugli aquiloni. “No, scusami. Scusami. Va bene, lasciamo perdere Daniele. Lasciamo perdere. Non ho la forza d’argomentare con te ora. Mi dicevi di Marisa. Cos’avete scoperto? Che c’entro io con le investigazioni?” Ecco, cambiando argomento, grazie al buon Dio celeste, si calmano gli animi e le cose si raddrizzano. Si sfila la tonaca con disinvoltura mentre il maresciallo spiega. “Le ossa ritrovate sono di Marisa. L’esame del DNA l’ha provato. Pensavo fosse caduta giù per la scarpata del Monastero dei Domenicani, hai presente, perché è stata ritrovata laggiù, no?” Ignazio annuisce versando per entrambi dell’acqua. Mette una fetta di limone nel bicchiere del maresciallo e glielo porge. “Sì, ma all’epoca s’andò tutti a cercarla, per giorni, metro per metro. Quel burrone fu la prima meta. Ci s’andò più volte. Ero ragazzino. Inseguimmo le guardie ovunque.” “Grazie! Appunto. Perciò, qualcuno l’ha messa là dopo. La domanda è: chi? E perché ci sono segni di tagli dentellati sulle ossa? Ignazio… come fai a sapere che nell’acqua ci metto la fetta di limone?”

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