Peppino e Pinuccia

Come meditare mentre si spina il pesce a un tavolo di 15 milanesi, al mare, a Ferragosto? Prendere una cameriera che tutto vuole fare, nella vita, meno che la cameriera (al ristorante, ai figli, ai colleghi, al marito – non necessariamente nell’ordine). Posizionare la cameriera nel dehor di un ristorante in riva al mare. Posizionare intorno a lei (nell’ordine): pagliarelle alte un metro e mezzo, 18 tavoli separati da un corridoio di piastrelle azzurre, caldo afoso, gente che urla le solite stronzate di Ferragosto, profumo e puzza di zuppa di pesce, olio abbronzante al cocco e sudore degli astanti, Peppino Gagliardi che preannuncia la fine dell’estate attraverso gli altoparlanti appesi ai frigoriferi che contengono ravioli in scatola, il lungomare e la spiaggia con i coraggiosi bagnanti che mangeranno là a mezzogiorno e che qualche anno dopo scopriranno d’avere il melanoma, il padrone del ristorante che urla a tutti cosa fare mentre lui non fa un cazzo. La cameriera si guarda intorno. Fermo immagine. Lei è bellissima. Tutti pensano sia sprecata a fare la cameriera. Dovrebbe fare la moglie. Non ha finito le medie ma lei pensa che quello sia solo un passaggio per realizzare il suo sogno. Ha già i suoi piani, lei, che non condivide con nessuno. I piani, quelli importanti, li dobbiamo tenere per noi. Altrimenti, poi… non arriva a Hollywood. La padrona urla: “Pinuccia!! Pigliàti ‘stu cefalo, pe’ favòr! Spinalo davanti al 7!”. È uno dei bonus del ristorante: spinare davanti al capotavola. Lei ci tiene a farlo in silenzio mentre i commensali si complimentano per come usa solo coltello e cucchiaio. Sorride. Che se sorridi nessuno sa che stai pensando che la gente è come questo cefalo. Che ci vuole silenzio e attenzione per spinarli. Ogni cefalo è una persona della sua vita. Persone buone e persone cattive. Ad ogni persona toglie le spine accuratamente. Poi serve la carne pulita e candida come la luce del sole che accarezza i copritovaglia profumati della lavanderia Amalia. Ancora adesso, dopo 50 anni, 4 ristoranti e 3 stelle Michelin per ognuno inizia le lezioni di pulizia del pesce dicendo: “Ragazzi, oggi meditiamo”. Quello che non vuoi fare, a volte, diventa quello che farai di più.

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