Pezzi di puzzle

Un atto psicomagico è un’azione senza alcun valore magico che, proprio in quanto tale, risulta misteriosamente curativo. Lascia Zapponeta di prima mattina, guidando mentre il mare, a destra, abbraccia gli scogli. Non si deve credere alla magia. Ha letto l’articolo d’un tizio che si chiama iodoroschi, o qualcosa del genere, che pratica la psicomagia facendo stare bene la gente. Ecco, lui vorrebbe anche solo quello. Ha iniziato a guidare senza sapere dove andare. A volte stai così tanto male dentro che qualsiasi cosa va bene, pur di stare meglio. Quel tizio, insomma, a un uomo che stava soffocando, ha sfilato la fede dall’anulare e lui, d’amblè, è saltato su felice come un grillo. Lo diceva pure la TV. È bello sapere che solo levandoti un anello puoi stare meglio. Peccato che lui non indossi anelli. Però… pensa… a quell’uomo doveva proprio andar stretto il matrimonio, per soffocare tutto d’un tratto. E sai la faccia di merda della moglie che s’è vista, inaspettatamente, parte in causa d’un pubblico soffocamento inconscio? Invece d’attraversare Onoranza, si dirige verso Borgo Fonte Rosa perché c’è più verde intorno. Il verde rilassa. Non è facile. Non è per niente facile spiegarla questa cosa che ti fa stare male dentro. Che ti fa sentire inadeguato e fuori dal puzzle. Quasi come se Dio non riuscisse a trovare la casella vuota dove incastrarti e ti senti sballottato a destra e sinistra, mentre cerca di piazzarti. Un pezzo di puzzle tra le mani del destino al quale ci affidiamo, stupidamente fiduciosi. Restiamo così in balìa delle sue capacità di visualizzare, prima o poi, le curve di quelle anse perfette nelle quali ci potremo incuneare comodamente, finalmente. Nel frattempo, ci si barcamena cercando di nascondere l’inadeguatezza al lavoro, a scuola, a casa, con gli amici, in chiesa, alla gente che ci sfiora sull’autobus o che attraversa al semaforo. Atto psicomagico… atto psicomagico. Qualcosa che faccia stare meglio… Ed è così che si ritrova davanti al cartello: “A largo raggio – Canile di Foggia”. Sorride… sì, il raggio è proprio largo. Da Zapponeta a Foggia senz’accorgersene. Ed è in quel momento che decide d’adottare un cane. I pezzi da incastrare, ora, sono due, ma almeno potranno farsi compagnia.

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