Vuoti a perdere

Frequentare gente che ha girato il mondo e non gente che pensa che il mondo giri intorno a loro. Questo si dovrebbe fare. Non si dovrebbero frequentare le persone che non concordano con te quando dici che gli scogli, visti da una certa prospettiva, brillano come diamanti. Non si dovrebbero frequentare le persone che, se lo dici, fanno un sorrisetto e girano la testa dall’altra parte. Le puoi conoscere, certo. Ma frequentarle, no. Sono tossiche. T’avvelenano l’anima. Lucetta diceva che aveva troppa fantasia. Ch’era tipica, quella fantasia, dello spirito epicureo della gente del Sud, diceva. Che suo figlio l’aveva sposata per quello, diceva. E ora cosa diresti, Lucè, eh? T’hanno perso in obitorio. Quale fantasia poteva partorire ‘na cosa del genere? Se la son persa davvero. Torino non è Pechino; e nemmeno Morterone… eppure, l’hanno davvero smarrita. I figli, disperati, sono andati alla ricerca. “Aspetta qua. Magari arrivano.” ha detto l’ex marito. Figurati, pensa lei. Ma le vie del Signore sono infinite e Lucetta-morta è arrivata 5 minuti dopo. Gliel’hanno mollata là davanti, in quella stanzetta d’un metro per due. “Vuole fare compagnia alla defunta?” chiede il tizio. Figurati, pensa lei. Dovrei intrattenerla pure da morta? Poi s’è sentita in colpa. Risponde: “Si”. Sospira, seduta accanto alla barella. E ora siamo io e te, Lucè. Si tocca nervosamente il collo. Il freddo delle perle che le aveva regalato per il fidanzamento le rinfresca i polpastrelli. Si vede da questo la bastardaggine delle suocere. Vuoi vedere mai che non sapeva che regalare le perle porta lacrime? Le perle non si regalano. E, se proprio succede, devi dare un obolo a chi le regala, contro la sfiga. “Orribili usanze tribali!” Così aveva detto Lucetta restituendole i 5 euro. I cadaveri, prima d’essere cadaveri, sono contenitori d’energia. Quando muori l’energia torna nell’universo e agli altri non resta che piangere davanti al vuoto a perdere. Figurati, pensa lei. Poi piange. Piange per le occasioni perse. Piange perché finalmente è morta. Piange perché è troppo tardi. Piange perché avrebbe davvero voluto una seconda madre. Piange perché i cadaveri sono proprio dei vuoti a perdere. Piange perché, nonostante tutto, ha amato quell’energia egocentrica che le regalò le perle. Figurati, pensa lei.

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