Certe amiche

Felicina non capisce bene perché Irene abbia improvvisamente deciso di lasciare l’ospizio di Santamariammare. Le  ha detto che ha a che fare con Marisa e col fatto che l’hanno ritrovata. Non viva, ha detto. È diverso dire “non viva” da quello che dicono tutti. Le parole sono importanti. Soprattutto le parole che separano le carezze dai ricordi. Le cose che si provano dentro, a volte, non si possono far vedere. Le cose che vorremmo urlare al mondo, a volte, non possiamo urlarle. È giù in cucina, ora. Sta piangendo davanti al vecchio camino restaurato dalla nipote. Anche se ormai ha smesso di spacchettare il mondo da molti anni, dentro di sè, stupidamente, sperava ancora. Sì, sperava ancora che Marisa prima o poi si presentasse davanti alla sua porta. Lo sperava. Anche il giorno in cui l’avevano obbligata a sposare Maurizio, l’aveva sperato. Una figlia, una nipote, una vita passata ad aspettare Marisa. Del marito non parla. Dio gliel’ha portato via dopo un anno. Certe persone è meglio che vadano via prima. I lamenti dei gatti in calore squarciano la notte. Non capisce davvero perché Irene sia così spaventata. Non capisce. Marisa era sparita e questo lo sapeva. Perché ora scappare? Mica era colpa loro? Le sembrava di doversi sentire sempre in colpa. Quella sensazione d’essere fuoriposto, d’aver sbagliato tutto nella vita sarebbe mai scomparsa? Poche volte non s’era sentita fuori posto. Solo con Marisa non s’era mai sentita fuori posto. Solo con lei. Avevano riso come delle matte quando Mercedes Canova s’era fiondata su di loro coprendole con una coperta. All’inizio non avevano capito. Poi Mercedes aveva sussurrato attraverso il tessuto: “Cretine! Vi volete far ammazzare di botte?! Venite su da me, dai! Ma potete davvero essere così sceme?!”. Felicina la presentò a Marisa: “È una mia compagna di classe. È un po’ svitata ma è simpatica. Dai, saliamo su da lei.” E così, alla fine, Mercedes era diventata il loro Cupido personale. La casa era grande e i signori Canova non c’erano mai. Mercedes le accoglieva e “prestava” loro la sua cameretta mentre lei stava al piano di sotto a studiare e a fare da palo. Certe amiche sono davvero un dono di Dio.

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