Incontri musicali

La musica migliore l’ha incontrata per caso.

In mezzo alla Stazione Centrale un giovane suona al piano una musica bellissima. Non osa chiedere e va via, verso il binario 17. A metà strada, però, pensa: “’Fanculo… ogni lasciata è persa” e, mentre le scale mobili la portano su, si sporge verso la biglietteria, che lentamente scompare, urlando: “Ragazzino! Che stai suonando?” Lui tira su la testa sorridendo e glielo grida all’unisono col fischio dell’ultimo treno per Napoli. E così fece amicizia con Le Onde di Einaudi. Musica per sognare. Anni dopo, guidando da Algeri verso Béjaïa, si ferma a Tazmalt. Qualcuno le dice che le donne non devono uscire di notte. Lei esce. Poco prima ch’echeggi l’ultimo Adhan della giornata tra i vicoli della stazione, s’infila in un bazaar per comprare delle bottiglie di fresco Cherbet Elkarass, pregustando l’agro del limone, ed ecco che dalla radiolina del caotico negozietto evade la triste voce d’un signore kabil che mai più dimenticherà. “C’est Idir, Amedyaz, ma soeur.” dice il vecchietto infilando stancamente le mani nelle tasche dell’abaya. “E che dice?” gli chiede. “Parla d’un poeta che scrive una poesia per il governo. La poesia dice che l’onestà diserta le persone. Ma il governo s’indigna imponendogli di riscriverla. Lui allora scrive che il popolo è disperato. Ma il governo s’indigna imponendogli di riscriverla. Lui allora scrive che il terrore è ovunque. Ma il governo s’indigna  imponendogli di riscriverla. Lui, allora, scrive che va tutto bene.” Musica di consapevole mestizia. Il vecchietto l’accompagna all’albergo… che bisogna proteggere le donne, dice. La volta più importante succede di sabato mattina. Appena tirata su l’anta di legno della vecchia finestra a ghigliottina che affaccia sui cortili interni di Southerton Road, le note d’una musica meravigliosa s’intrufolano lentamente adagiandosi comodamente sulla carta da parati verde impregnata di fumo di sigaretta. Nessun rimpianto pensa, affacciandosi sul cortiletto londinese e urlando al vento: “Ehi! Chiunque stia suonando questa musica, mi dice cos’è?” Un uomo risponde qualcosa, ma lei non capisce. Allora lui sbraita “Mio marito è un cretino! Alza sempre troppo il volume! Giri l’angolo e venga al numero 32! Le scrivo il titolo!”. Fu così che imparò a ballare nuda al ritmo di Riverdance.

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