On my own

Padre Ignazio, quando è insonne, va su YouTube. Mette le cuffie, s’arrotola soddisfatto tra le fresche lenzuola e cerca le canzoni d’una volta. Si sveglia nel mezzo della notte, verso le 3, quando di giorno “formalmente” si dice che va tutto bene ma, poi l’infida coscienza aspetta solo che s’addormenti per sferrare il colpo urlando: “Col cacchio che va tutto bene!”. Succede a tanti. Gli occhi s’aprono come fosse mezzogiorno. Tutto quello che ti sei detto durante il giorno non vale più nulla. Tutto ciò che hai desiderato fino ad allora, non lo vuoi più. Una fetta di limone è una fetta di limone, checcazzo. Ci pensa. Rivede Daniele che la chiede al barista quell’unica volta che hanno bevuto assieme, alla festa patronale di Santamariammare. Hoddhio… Mano sulla fronte, scatta seduto sul letto. La notte è pericolosa. Di notte, ciò che dici di volere di più nella vita, non è necessariamente quello che davvero vuoi. Qualche psicologo dice che è proprio allora che il tuo “io” comunica onestamente, libero dai veli dell’orgoglio, della vergogna, delle sovrastrutture dei tabù e dei preconcetti. ‘Fanculo, pensa. E pensa pure che lui ‘Fanculo non lo dice mai. Alle 3 di mattina, però… sì. E si ritrova a piangere davanti a Nikka Costa che, quando canta “help me need you“, sembra si rivolga a lui e lo sguardo che allunga sulla gente davanti a lei lo fa sentire come Calimero, piccolo e nero. Quando, al minuto 2.50, la bimba si chiede “who I am, do I fit in” a lui viene male. Il disagio lo assale. La paura gli mangia l’intestino. Non c’ha più pensato perché Daniele ha cambiato discorso. Ma poi… arrivano le 3 di mattina. Lo sapesse Nikka Costa. Stringe forte il telefono, spaventato. Poi la vocina canta “I may not win, but I can be strong” ed è la manina che Nikka poggia sul proprio petto proprio quando dice per l’ultima volta “on my own” che gli fa capire che va bene così. Non è più “on my own”. Ha paura, certo. Non sa cosa succederà, ma va bene. Sorride, frastornato. Lui è un uomo di fede. La fede, a volte, ti fa chiudere gli occhi, aprendoli.

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