Caldo

Come nei film, poi c’è la dissolvenza e arriva la scena che fa stare meglio. Sono necessarie, le cose che fanno stare meglio. Marisa guida velocemente, attraverso Santamariammare, per arrivare a casa di Mercedes. Non parlano. Felicina fatica a respirare, ancora sgomenta. La fanno adagiare sulla vecchia dormeuse di velluto porpora riscaldata dai raggi del sole di marzo e chiudono la porta andandosene di sotto, in cucina. È bello sentirsi protetti. È bello sapere che qualcuno provvederà sempre a noi. È questo l’amore? Felicina ne è sicura. Marisa la protegge. Marisa le cerca la mano quando guida. Marisa piange e ride con lei. Marisa l’ama. Lei ama Marisa e farebbe lo stesso per lei, sempre. Chissà cosa sarebbe successo se non fosse arrivata. Ripensandoci, l’ha trovata davvero attraente mentre menava Breccia. Oddio, che pensieri… ha scampato uno stupro e pensa a quanto Marisa fosse sexy mentre menava Breccia. Sospira. Le palpebre s’appesantiscono. L’eco delle voci che viene da sotto la conforta. S’appisola pensando che è tutto così strano. Un momento è il caldo dell’inferno, quello dopo è il caldo del sole che ti scalda, lontano dal pericolo. Sempre caldo è. Il ritmo del ticchettìo della vecchia sveglia sul comò le fa riaprire gli occhi un’ora dopo. Si volta sorridendo. Incontra lo sguardo di Marisa che la sta fissando da un po’. “D’ora in poi non andrai da nessuna parte senza di me.” Lapidaria. “Mari, no, dai. Prometto. Non mi troverò più sola con lui. Tu devi riposare di giorno.” Non è un segreto quello che fa di notte. L’ama lo stesso. “Tu non capisci. Tu davvero non capisci quanto vicino all’omicidio io fossi oggi, Felì. Che giornata di merda. M’ha fatto perdere trent’anni di vita, quell’infame.” Felicina sorride. È da cretini, ma sorride. “Mari, lo sai ch’eri bellissima mentre lo menavi? Lo sai che ti amo da impazzire? Lo sai che lo so che oggi è il tuo compleanno?” Tira su da terra i libri di scuola tenuti dalla cinghia che slaccia per prendere il regalo che le porge sorridendo timidamente. “Buon compleanno…”. Marisa, muta, lo scarta eccitata come una bimba a Natale. Certi regali parlano senza parlare; soprattutto i 33 giri di Thelonious Monk.

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