Sempre

E nascerai. E non ti andrà mai bene niente. “Hommamma…” pensarono, sgomente, le 15 donne incinte. La tizia s’era presentata dicendo che, innanzitutto, desiderava leggere una lettera ai bimbi che stavano in quelle mongolfiere che chiamavano pancione. Che richiedeva espressamente che leggessero quella lettera ai loro bimbi una volta al giorno, preferibilmente la mattina. E che avrebbero dovuto inviarle conferma dell’avvenuta lettura su WhatsApp, subito dopo. Perché certe persone, disse, se non le obblighi a farsi del bene, proprio non capiscono che devono farselo. Disse ch’era obbligatorio per poter partecipare al suo corso pre-parto e che la porta era aperta per chi non concordava. Senza indugiare, iniziò a leggere:

E nascerai. E non ti andrà mai bene niente. Non ti andrà bene che stai bene e non ti andrà bene che non stai bene. Più avanti ti confiderò un segreto. Un segreto che dovrai diffondere incessantemente. Lo so, è un ossimoro ma, capirai. Dunque, dicevo, nascerai. E non ti andrà mai bene niente. Non ti andrà bene che stai bene e non ti andrà bene che non stai bene. Non sarai mai soddisfatto, proprio come quella pubblicità de Gli Incontentabili, che vedevo da bambina. E impazzirai cercando la felicità delle fiabe e dei film che finiscono bene. La felicità, sì; quel concetto che gli altri diffondono intenzionalmente in malafede, perché temono d’essere odiati, rivelando il segreto. Il segreto è che la fottutissima felicità non esiste. Al contrario, esistono attimi d’impercettibile serenità che s’intercalano, involontariamente, con altri attimi d’incommensurabile dolore. La parola chiave è: INVOLONTARIAMENTE. Succede. Punto. Non possiamo decidere come o quando aprire la porta agli uni o agli altri. Possiamo decidere, però, di lasciarla aperta, quella porta. Possiamo decidere d’accoglierli, comunque; senza ostacolarne il cammino perché ognuno di quegli attimi è un sanpietrino, come quelli delle antiche strade che un giorno percorrerai. Ognuno di loro s’attacca indissolubilmente al precedente con malta composta di lacrime mescolate a risate, creando un sentiero sul quale tu potrai zampettare. Spesso penserai di non potercela fare, perché il sentiero sarà dolorosamente impervio. Cosa posso dirti per esortarti a procedere, a dispetto di ciò? Solo questo: alla fine di quel sentiero, non dimenticarlo mai, ci sarò io ad aspettarti… sempre.

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