Quando soffia il vento

E Dio disse al vento che il suo compito sarebbe stato quello di non fermarsi praticamente mai. Che avrebbe potuto farlo solo per 3 nanosecondi e unicamente quando si sarebbe sentito davvero senza forze, ormai stremato. Avrebbe potuto fermarsi solo il tempo necessario per saltare in groppa al desiderio più forte dell’essere vivente che gli stava accanto in quel momento. Avrebbe dovuto esaudire quel desiderio che balenava nell’essere proprio in quel preciso istante, facendolo galoppare veloce verso il futuro, oltre le nuvole. Solo così avrebbe potuto guadagnare, ottenere, meritare di nuovo la forza per soffiare forte come prima, veloce come prima, fiero come prima e ritornare a scorrazzare felice e noncurante di pioggia, sole, luna, giorno o notte, scuotendo tutte le vite della Terra a suo piacimento. E fu così che, un giorno di dicembre, l’inferocita ed impietosa Tramontana spinse giù con tutte le sue ultime forze, senza alcun rimorso, verso il burrone più profondo del Grignone, un ragazzo che desiderava tanto volare con l’aliante. Felice fu quel volo perché, spesso e volentieri, ciò che ci appare pericoloso, a volte non lo è. Anzi, cadendo velocemente, verso il basso, possiamo davvero spiccare il volo, a ripensarci bene. E fu così che un caldo pomeriggio d’agosto, il mite e soporifero Levante accarezzò lascivamente le gambe intrecciate di due esseri che si stavano amando follemente, profondamente, appassionatamente. Da quell’unione nacque il Salvatore della Terra. Perché così avevano desiderato, inconsciamente, i due esseri, in quel preciso istante. E fu così che l’austero Zefiro autunnale, tutto impettito, aiutò un bimbo impaurito ad oltrepassare la soglia della classe senza mai più temere d’essere preso in giro dai bulli della scuola. E fu così che il folle e demenziale Scirocco primaverile asciugò le lacrime d’un uomo che, seduto sotto un ulivo, si dannava, urlando ad alta voce al cielo, che lui non capiva perché la gente temesse così tanto gli sconosciuti, visto che il dolore vero gli era sempre e solo stato impartito da chi amava e conosceva bene. Mai più nessuno nella sua vita. Mai più “ciao come stai?”, mai più “piacere, io sono…”, mai più, mai più. Bisogna stare attenti a quello che si pensa, quando soffia il vento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...