Lavoretti

“La gente non è più abituata a fare i sacrifici” dice la vecchietta accogliendo la ragazza in tuta blu in casa. È notte fonda, fa freddo. La ragazza sorride rispondendo che pure lei è d’accordo. Che certe cose, dette così, sembrano frasi trite e ritrite ma, davvero, bisogna fare sempre sacrifici per ottenere ciò che si vuole. Dice che è bello quando tutto s’incastra e va bene, ma che quando a un certo punto non succede più, non bisogna deprimersi. Bisogna andare avanti. Che lei fa questo sacrificio per pagarsi gli studi. La vecchietta sorride facendola accomodare sul divano. “Hai ragione, brava ragazza. Ma ormai t’ho capito, sai? Tu sai cosa vuoi dalla vita. Stai a posto? Hai bisogno d’altro?”. La ragazza s’accomoda, sorride e risponde “Non si preoccupi, vada pure a dormire, ci penso io”. Quando la luce della camera da letto si spegne, sospira felice. Prende un quadernino a quadretti e una matita e inizia a disegnare cornicette come faceva alle elementari. È alle elementari che impariamo a gestire lo stress e gli spazi: con le cornicette. Ancor’ora, all’università durante le lezioni, le disegna distrattamente. Le piace fare quelle con le tre righe che diventano una treccia, dritto, giù, in alto, dritto, in basso e via, magia della prospettiva, ora può colorare la cornicetta. Le cose più belle sono queste, pensa. E non se la sta a spiegare. È una rottura di ovaie dover spiegare a noi stessi perché qualcosa ci piace oppure no. Machissenefrega. Ci piace? Non fa male a nessuno? E allora va bene. Prende la gomma per cancellare e rifarla. È rilassante. Meglio non addormentarsi, però. Deve stare sveglia tutta la notte. 12 euro all’ora, le da la vecchietta. Pensa una cosa cretina. Pensa che anche se rimane l’alone del segno precedente va bene. Perché significa che c’ha provato a farla quella cornicetta maledetta. Bisogna almeno provarci a fare le cornicette. Si ferma improvvisamente. Appizza l’orecchio. Lo sente, lontano ma distinto. Cerca di localizzarlo nel silenzio della notte. Lo trova. Bagno. Vasca da bagno, più esattamente. Corre silenziosamente e serra il rubinetto facendo cessare lo snervante gocciolìo. A ognuno il suo lavoro part-time universitario: lei fa la sgocciolatrice a pagamento.

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