Onestamente male

“Questa qua ti farà del male” disse Veronica. Glielo disse col cuore dell’amica che vede cose che tu non vedi. Che, a sguazzare felicemente nel mare caldo d’agosto, vedi solo fino all’orizzonte. Ma se ne esci fuori e scarpini solo un pochino lungo la collina di Riva Ligure, puoi vedere perfino la Corsica, oltre quell’orizzonte. Glielo disse vedendo nel futuro. Certe persone possono vedere nel futuro senz’essere maghe o cartomanti. Certe persone mettono assieme uno più uno e fanno 3, ma non perché sbagliano a contare. Fanno 3 perché vedono più avanti degli altri. A certe amiche, certi amici bisogna dare ascolto. Bisogna ascoltare gli amici che s’incazzano con noi, per noi. Quelle amiche che quando sono incinte e arriva prima il pancione di loro, si fiondano ad abbracciarti, nelle notti d’aprile, solo per tenerti stretta e dirti che sei una cogliona. Bisogna ascoltare quegli amici che ci dicono cose che non ci piace sentire. Quegli sono gli amici veri. E quello è l’ostacolo più grosso, per certi amici. “Questa ti farà del male, Yle. Guarda che non te lo dico per perdere tempo, Yle. Guarda che questa è pericolosa. T’ha detto quello che vuole da te e l’ha detto senza mezzi termini. Non vuole impegnarsi. Non vuole un futuro assieme. E t’ha dato pure la libertà di scelta. Questa è la cosa peggiore. Yle, guarda che non scherzo. Lasciala perdere. Lo so che non è solo sesso e dice d’amarti. Magari t’ama a modo suo. Ma chi t’ama non ti presenta un piatto col futuro incerto. Chi t’ama…” Certi consigli, a volte, non sembrano consigli. Sembrano cose che uno vuole che tu faccia perché sono invidiosi. Già… ma forse è un’illusione. Forse è quella parte di noi che non vuole ascoltare ciò che non ci piace ascoltare. E allora pensiamo: invidiosi. Così è comodo, è meno doloroso. “E vaffanculovà”, pensò Ylenia, “io la amo e ci voglio stare assieme. Me ne fotto.” E così fu che… c’è gente che mantiene la parola, anche nel male. Perchè male non è se hai detto cosa vuoi e hai dato libertà di scelta. Mai. E c’è gente che bussa ai portoni delle amiche nelle piovose notti d’aprile.

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