Dopo l’amore

Dopo l’amore. Per alcuni il momento migliore, a differenza di altri, è “dopo l’amore”. La mamma di Felicina, quando Cary Grant e Doris Day si baciano, copre gli occhi del fratellino. Certe cose, a Santamariammare, si possono fare, ma non si devono dire. Incastra la testa nell’incavo tra collo e spalla di Marisa e pensa che il momento migliore è “dopo l’amore”. Perché prima e durante può succedere qualsiasi cosa. Il “dopo” potrebbe benissimo non arrivare mai. Quando, invece, “dopo” s’abbracciano, spossate e sorridenti, lei ringrazia Dio dell’ennesimo bellissimo ricordo per i giorni di pioggia. Perché lei sa che i giorni di pioggia ci saranno. È previdente, lei. Deve raccogliere quanti più bei ricordi possibili. Non sa perché, ma è così. È un cricetino che s’abbuffa le guance di cose squisite per poi sgranocchiarsele durante la giornata (o la vita). Marisa l’abbraccia forte. “Quel sorriso è per me?” chiede scherzosamente. “Per noi” risponde, spiegandole la sua tesi del “dopo l’amore”. “Bella teoria” replica Marisa schioccandole un bacio in fronte “peccato che, magari, quando ne avremo bisogno, saremo vecchie stordite e non ci ricorderemo nemmeno chi siamo”. La luce rossa a intermittenza del ristorante “Il menestrello” illumina a tratti la camera e le gambe felicemente stanche e intrecciate delle due donne. “Mari, se vuoi non rispondere. Mi chiedevo come tu fossi…” La gente ricorda meglio i discorsi che vengono “dopo l’amore”. Ogni parola è un giuramento. Ogni parola è verità divina. Non bisogna mai promettere cose che non possiamo mantenere, dopo l’amore. Non bisogna mai porre domande dolorose. Perché c’è pericolo che pure “il dopo”, possa essere rovinato. L’amore è un continuo camminare sulle uova in punta di piedi. “Rispondo, rispondo… tranquilla. E so che c’hai pensato perché ieri siete andati al funerale di Franca Moretti ch’era imprigionata in casa dalla mamma che aveva saputo che si drogava e lei s’è bevuta l’acido muriatico sperando in un trip.” Sospira chiudendo gli occhi: “Non c’è ragione, Feli. Da una sigaretta passi allo spinello. Dallo spinello passi all’eroina. I soldi non li hai e vai a fare bocchini. Nulla di più, nulla di meno. Perché? Chiedilo a Dio, Felì. Chiedilo a lui e fammi sapere cosa ti dice.”

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