La classe non è acqua

Serenella Manopompinante è la più brava. Qualcuno, naturalmente invidioso, la prende in giro per il cognome ma, onestamente, quando si tratta di fare il suo mestiere, nessuno la batte. Pure il preside della scuola speciale che ha frequentato, orgoglioso dei risultati ottenuti, s’è vantato con lei durante la cerimonia di assegnazione dei diplomi. “Vuoi vedere mai” ha detto il barbuto docente, “che quest’anno ci accaparriamo, finalmente, il premio al quale tanto aneliamo da tempo? Dunque, nel consegnarti questo diploma, cara la mia Serenella Manopompinante, sappi che tutte nostre speranze sono nelle tue dita e nei muscoli della tua bocca”. Serenella non se lo fa ripetere due volte. La sfida è grande e temibile, ma lei sa di potercela fare. Che, tra il sapere di potercela fare e il pensare di potercela fare, c’è grande differenza. Le cose che sai non sono sempre quelle che pensi. Uno, magari, non sa d’essere uno stronzo e pensa d’essere un gran figo. Oppure, al contrario, una pensa d’essere una sfigata e, invece, viene a sapere d’essere davvero molto fortunata, paragonandosi allo stronzo di cui sopra. È tutto, sempre, una questione di prospettive. Basta spostarsi d’un pochino a destra o a sinistra e vieni baciata dal sole invece che incupita dall’ombra. Già… prospettiva. Pure questo, oltre alle similitudini della Divina Commedia, dovrebbero insegnare a scuola. Arrivando a tale conclusione didattica, Serenella si ritrova davanti alla porta oltre la quale si terrà la grande sfida annuale. Le parole del preside risuonano nella sua testa. Ha paura. L’energia vibra forte. Quando sarà dall’altra parte dovrà sfoderare le sue arti lavorando di mano e bocca senza farsi notare, con leggiadria e raffinata cura dell’oggetto delle sue attenzioni. Inspira profondamente, varca la soglia sapendo di non poter essere vista, s’avvicina alla lavatrice davanti alla quale c’è una signora che sta tirando fuori il bucato appena lavato e, con tutta la sua energia di fantasma neo-diplomatosi alla “Scuola Ladri di Calzini Spaiati” emette talmente tanta energia con la bocca da far cascare il bagnoschiuma dietro alla donna che si volta e, proprio in quell’istante, Serenella si fotte ben 5 calzini dalla lavatrice, spaiandone le coppie e vincendo la gara celestiale. La classe non è acqua.

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