Poco ci vuole

C’è un libro di Stephen King, Dolores Claiborne, che Marcello ama tanto. Lui non è uno da horror, ma quel volume gli è davvero piaciuto perché non c’erano un pagliaccio-mostro nascosto nei tombini o una femmina di ragno incinta in una caverna che attiravano bambini per mangiarseli. L’ha amato per l’eclissi di luna. Perché durante quell’eclissi succedono cose che solo le eclissi vedono. Perché i mostri, a volte, non si nascondono nei tombini o nelle caverne, ma nelle camere da letto. Chi ha il feeling con la luna lo sente quando sta per eclissare. Lui comincia ad avvertirla il giorno prima, il 15 luglio 2019. Serra gli occhi per addormentarsi. Non ci riesce. L’attenzione vira sul senso di disgusto che gli parte dal centro del torso, poco sopra l’ombelico, e si dirama a raggiera fino ai reni. Brutta sensazione. Si sforza di voltarsi, sempre ad occhi chiusi. Quando li riapre vede suo marito, Eugenio, accanto a lui che russa. Osserva il petto che poche ore prima ha accarezzato senz’affetto, andare su e giù. La sua mano non tende più, istintivamente, a toccarlo. Non lo fa più. S’alza. Va in cucina. Prende tela, pennelli, colori acrilici e inizia a dipingere. Dipinge ininterrottamente. Non è un pittore. Gli piace solo dipingere. Pensa a Dolores Claiborne mentre intinge il bianco tessuto d’una notte stellata, una scogliera, una mongolfiera in fase di partenza con la zavorra che viene rilasciata, ruzzolando sull’erba che brilla sotto la luna. Cerca di essere quanto più accurato possibile, con le stelle, le onde, il riflesso della luna sulle onde. Cerca di essere quanto più accurato possibile in quei dettagli perché la mongolfiera è già praticamente finita. Deve solo decidere chi mettere nel cesto vincolato al pallone, gonfio d’aria calda della notte estiva. Guarda fuori dalla finestra. La luna ha iniziato ad eclissare. Verso le 5 di mattina fa fresco anche a luglio. Va in camera per indossare una tshirt. Mentre l’infila non osa guardare il letto. Il senso di colpa è infame. Le eclissi sono infami. Torna in cucina. Poco ci vuole a disegnare il torso d’un uomo che vola via, da solo, s’una mongolfiera, in una calda notte d’estate. Poco ci vuole davvero.

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