Mascarpone al limone

Speravo che i miei pensieri potessero andare via come i gabbiani al tramonto, verso l’orizzonte, felici e contenti. Ma poi mi sono ricordato che i gabbiani, al tramonto, si ritrovano tutti sulla barriera di spazzatura di via Moncalvi e poi, quando i raggi sono al massimo, si dirigono a stomaco pieno, sugli scogli. Allora sì, che sembra romantico guardare i gabbiani che godono del sole mentre il rosa-arancione declina oziosamente verso la Spagna. Però non è romantico affatto. Stanno tutti assieme perché chi prima vede il nemico, può avvisare gli altri. Stanno tutti sugli scogli perché i gabbiani sono esseri ingordi e stanno in agguato per ingurgitarsi le prede che escono dagli anfratti. Stanno. Punto. Niente di romantico. E poi ci sto pure io. Nascosto tra le cabine dei bagni Soldano e la spiaggia libera. E penso che stamattina mi sono svegliato alle 3 tutto sudato pensando alla crema al mascarpone che il Prof. Dallera ci ha fatto preparare ieri. M’è venuto dietro e m’ha sospirato all’orecchio: “Spinelli, ma perché devi sempre essere diverso? Perché ci metti il limone? Ma segui la ricetta, dai! ‘Sto diploma lo vogliamo o no?!” M’ha spaventato. Ero preso dalla Vanoni che cantava nelle cuffie “Insieme a te non ci sto più… guardo le nuvole lassù…”. Non gradisco la versione della Caselli. La Vanoni sussurra. La Caselli urla. Ecco, mi sono svegliato pensando che sono uno di quelli che non seguono la ricetta. E il fiato del Prof. sull’orecchio m’ha un po’ eccitato, l’ammetto. Figo non è, però… vabbè. “Perché devi sempre essere diverso?” così m’ha detto. Gli avrei voluto rispondere che non sono diverso. Che se iniziamo pure noi, che siamo puliti dentro, a dare il nome sbagliato, inficiato a quello che siamo e proviamo allora figurati cosa succede quando lo fanno quelli che sono sozzi nell’anima. La chiamano omofobia, lo sai? Gli avrei voluto urlare. Ma non l’ho fatto. Che ti piaccia o no, è amore, gli avrei voluto urlare. Ma non potevo. E mi sono sentito solo tra i soli; come Gesù Cristo poco prima di schiattare sulla croce, che perfino suo padre gli disse arrangiatitucheppocomenefotte. E allora, assieme alle lacrime, ci ho spremuto ancora più limone.

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