Richiesta finale

Come andare sulle montagne russe. Che mi vien da vomitare solo a guardarle; però così è stato. A guardare te, però, non ho mai vomitato. Provavo solo una tenera rabbia. Esiste la tenera rabbia? Non lo so. Tu sicuramente avresti la risposta. Le avevi sempre. Anche quando non le avevi; che rabbia. È stato così faticoso ed estenuante amarti, mamma, che non penso amerò più per le prossime tre vite, credimi. Con te non c’erano limiti. La tua supponenza, la tua prepotenza erano sconfinate. Esiste l’amorevole prepotenza? Esiste la confortante supponenza? Per te, con te… sì. Con te o il bianco o il nero. Le vie di mezzo non sono mai esistite con te. Hai amato con la forza del mare che erode le scogliere più impervie. Hai odiato con l’ardore del vento che aiuta il mare a erodere le scogliere più impervie. Terra bruciata, intorno a te, perché non hai mai tenuto chiusa quella tua boccaccia dalla quale tutti coloro che t’hanno conosciuta, odiata, amata poi, tuttavia, pendevano. Compagna di viaggio d’innumerevoli esseri viventi. Nessuno è arrivato con te fino al capolinea e lo sapevi. Nonostante ciò, non ti sei fermata. Non ti sei mai chiesta se le tue parole potessero ferire o curare. Hai sempre parlato sicura del fatto che quello che dicevi doveva essere detto, fottendotene dei sentimenti altrui. La cosa più assurda? Tu a loro mancavi, manchi ancora. Come un tornado sei entrata nella loro vita. Come un uragano ne sei uscita. Bussare alle porte, chiudere gentilmente i portoni tu non l’hai mai saputo fare. Amare e litigare per te erano la stessa cosa. Ricordo quelle domeniche mattina… m’intrufolavo nel lettone e sentivo il tuo profumo. Non l’hai mai cambiato. Dicevi che non l’avresti mai cambiato perché certe cose non si cambiano. Ma poi avresti detto, casomai l’avessi fatto e qualcuno te l’avesse fatto notare, che è da coglioni non cambiare certe cose. Che il cambiamento è segno d’intelligenza, checcazzo! Incredibile come sapevi usare le parole che tanto amavi. E i tuoi epitaffi… Me ne hai detti tanti, negli anni, da mettere sulla tua tomba. Ne cambiavi uno al mese. Alla fine, ci metterò quello che penso io. Tutto o niente.

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