Avvinta come l’edera

Il centro di Santamariammare non era molto grande. Il tipico paesino medioevale aveva arrancato faticosamente per raggiungere il futuro, serbando orgogliosamente tutte le pietre del passato che l’edera abbracciava con forza lungo il viottolo che Daniele e Ignazio attraversarono per raggiungere la Signora che li aspettava fuori, a braccia conserte. Il maresciallo sussultò involontariamente nel vederla. Dejà vu o sogno, era sicuro d’avere già incontrato questa donna minuta, vestita di bianco, con i capelli castani e gli occhi così grandi che già da lontano te li sentivi addosso. Non ricordava però il sorriso caldo e accogliente che vide in quel momento, ma lacrime. Provò disagio, confusione. Ricordava d’aver visto scorrere lacrime sulle guance di quella donna che non aveva mai incontrato. Lei, sempre sorridendo, li fece entrare «Piacere Maresciallo, si accomodi pure. Padre Ignazio, fai strada tu di sopra, mentre io chiudo il negozio?». La casa era piccola, ma accogliente. Daniele non stava niente bene. Gli tremavano le gambe. A fatica era arrivato in cima alle scale che, dal retro del negozio, portavano all’appartamento. Odiava sentirsi così da quando era bambino. Gli succedeva raramente. Odiava non capire da dove venisse questa sensazione di vuoto e sgomento che appariva e scompariva inaspettatamente. La Signora stava incominciando a stargli antipatica. Ignazio, invece, sembrava a casa sua, maledettallui. Finalmente seduto, iniziò a respirare meglio. La Signora l’osservò di sottecchi: «Tutto bene Maresciallo?». Tossì educatamente dicendo ch’era stanco, mentre la Signora porgeva, senza averglielo chiesto, a lui della tonica col limone e a Ignazio un Crodino. Ecco, ora proprio non gli piaceva più questa donna. Stette zitto. Ignazio spiegò ch’erano là per sapere se qualcuno le avesse mai parlato della scomparsa di Marisa Soziano. Il prete dovette ripetere la domanda perché la Signora stava fissando Daniele insistentemente. Lei si scosse e, sempre sorridendo, rispose: «No, ma possiamo guardare.» Fu così che i due uomini assistettero a una seduta di catrottomanzia. Dentro allo specchio che la Signora teneva in mano, loro non ci videro nulla. Lei, invece, dopo aver fatto qualche smorfia e aver sudato giusto quel poco che bastava, senza farsi vedere, si voltò verso di loro quasi piangendo e disse: «È stata uccisa. Volete davvero sapere la verità?»

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