Assurdo

La carta da lettere di Holly Hobbie non era il massimo, ma Felicina non poteva uscire. Non le era permesso farsi comprare nulla se non da mangiare e studiare. Carmine Mercanti l’aveva picchiata per giorni, fino a quando s’era arresa. O, almeno, così sembrava. Mercedes le aveva detto di smetterla di ribellarsi. Che a volte si guadagna di più a fare il finto morto, come quando galleggiavano felici nel mare salato, d’estate. Che avrebbe potuto scorrazzare di nuovo per Santamariammare se solo avesse smesso d’opporsi e urlare che aveva diciott’anni e poteva andarsene quando voleva. Figuriamoci. A parole siamo bravi tutti. Nell’attesa che il periodo di detenzione imposto dal padre terminasse, Felicina e Marisa comunicavano scrivendosi lunghe lettere che venivano recapitate dalla fedele Canova. Per gli amici, questo e altro. Arrivò poi la libertà. Sempre a casa di Mercedes, però. Perché, ormai, in giro non si potevano più far vedere assieme. Benedetti il Dottor Canova e sua moglie ch’erano andati in vacanza a Diano Marina. Con la scusa di Mercedes che non poteva stare da sola, Felicina si trasferì da lei. E per Felicina e Marisa quella settimana di fine aprile diventò una luna di miele. Anche stare chiuse in casa andava bene, anzi. Si può volare con la fantasia in posti meravigliosi quando stai con chi ami veramente e qualsiasi luogo, anche il più angusto e tetro, diventa il Paradiso in terra. A ricordarselo che, certe volte, possono essere anche le ultime volte. Ci sono momenti, nella nostra vita, che diamo davvero per scontati. È così assurdo rendersi conto solo dopo, quando è troppo tardi ormai, che in quel preciso istante, con quella precisa persona, noi eravamo davvero felici; ma felici davvero. È così assurdo pensare che in quel momento non ci siamo detti godiamone intensamente ora, cerchiamo di ricordare quanto più possibile di “qui, adesso” perché poi, probabilmente dimenticheremo quel sorriso che si riflette nel nostro, quelle dita che scorrono sulla nostra schiena, quel sospiro che ci fa rabbrividire di gioia, quelle labbra che accarezzano le nostre guance, quel viso che si nasconde nel nostro collo, quel sudore che c’impasta assieme, quel momento in cui abbiamo urlato sommessamente dal piacere… Già, assurdo davvero.

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