Così

Concordarono sulla staffetta. Perché, si sa, morto un Papa se ne fa un altro. E se fino ad allora l’avevano scampata, ch’erano morti tutti serenamente sul letto da Papa, da quando era iniziata l’era dell’Acquario le cose erano cambiate. Già… Se fosse davvero morto un Papa in Vaticano, il male supremo avrebbe fatto capolino tra un crocefisso e un’ostia irrancidita fottendosene delle regole concordate col Creatore e l’avrebbe messa nel culo perfino all’universo. Questo non poteva accadere. Dunque, uno dei soliti clerici di cui nessuno ricorderà mai il nome, disse: «E se d’ora in poi ogni Papa si dimettesse? La ragione è irrilevante. Basta che si dimetta. Così, nessun Papa morirà veramente in carica e il male non potrà mai prevaricare sul bene». A dire il vero, pure lui suggerendo questa cosa, si sentiva un po’ cretino perché, in realtà, non era più una lotta tra bene e male, ma tra il potere e “l’altro”. Che l’altro, a dire il vero, mica dev’essere per forza il male? Siamo davvero sicuri che il male sia davvero male? Quante volte s’è detto che non tutto il male viene per nuocere, che ciò che non uccide fortifica, che il male è complementare al bene e altre palle varie? Ma a loro poco importava. C’era da proteggere il potere. Perciò il primo Papa, dopo l’ultimo morto in Vaticano, si dimise dicendo di soffrire d’ansia sociale durante le messe della domenica. Che solo a guardarla quella folla, stava male, disse. In realtà, lui a quella gente voleva talmente  bene che aveva accettato di dimettersi. E così, tranquillo e sereno, se ne andò al mare a raccogliere telline e fare spaghetti ai frutti di mare alle prefiche che formava proprio lui, ch’era bravo a piangere lacrime salate. Il secondo Papa si dimise perché gli mancavano tanto casa sua e la sua famiglia. Che uno non può mica sempre stare da solo, nella camera da letto da Papa, col comodino da Papa, con i libri da Papa, con le cose da Papa. Il terzo Papa si dimise perché scoprì d’avere altro da fare. Il quarto papa morì durante la processione di Pasqua… e il male prevalse. La vita, spesso, è una merda.  

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