Sognare costa

Friariella De Santis interpretava a pagamento i sogni della gente che glieli raccontava e dava loro i numeri da giocare al lotto. Si chiamava Friariella perché le doglie alla mamma erano arrivate proprio mentre stava friggendo le salsicce coi friarielli. Amava il suo nome perché sapeva che, naturalmente, non c’è niente di meglio, per sentirti un essere umano completo, del mangiare un bel piatto di salsicce coi friarielli, possibilmente pucciando nel sughetto, piccante al punto giusto, un pezzo di pane cafone. Hai voglia a mangiare cose da gourmet, dolci elaborati, caviale e sciampàgn, diceva Friariella. Davanti a una padella di quel verde smeraldo diventato verde scogliera e quel rosa carne diventato succoso beige, nessuno si ferma, te lo garantisco io, diceva Friariella. Ad ogni modo, aveva intrapreso la carriera d’interprete dei sogni della gente quando sua mamma per l’ennesima volta, dopo avergliene raccontato uno ed essersi fatta dire i numeri che, secondo sua figlia, si sarebbe dovuta giocare, aveva vinto ben 450 mila lire! Premiata Ditta Numerologica De Santis, così l’aveva chiamata. Almeno il cognome era altolocato. La carriera di Friariella era all’apice. Non ne sbagliava uno, di numero. Si era data un limite e delle regole, però. Chiedeva a chi andava da lei di non giocare più di diecimila lire e dava solo ambo e terna. Nulla di più, nulla di meno. Perché della fortuna e dei doni del cielo non bisogna mai profittare troppo. Infatti non per niente il suo motto era: chi troppo vuole, nulla stringe. E l’aveva pure fatto incidere in una targa che aveva appeso all’entrata dello studio sito in via Montenapoleone, a Milano. Per ogni prestazione si prendeva venticinquemila lire. Un bel giorno arrivò una signora da Bergamo che le raccontò d’aver sognato d’andare in gondola con Bruce Willis il quale, vestito solo d’uno strato di pasta di pistacchi dolce e granella di zucchero rosa, aveva remato appassionatamente tutto intorno al bollente geyser Strokkur in Islanda cantandole prendi questa mano, zingaraaa. Friariella prese la signora per un gomito e, scaraventandola fuori, sibilò a voce bassa: “E l’attore va bene; e la granella pure. Del geyser non dico niente. Ma tu… a Iva Zanicchi proprio non me la dovevi toccare!”

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