La gente giudica – 2020

Non è stato imbarazzante come nei film dove gli attori si destano improvvisamente sgranando gli occhi, arrossiscono e celano timidamente lo sguardo all’audience ipereccitata. No. Quando la batteria di Pinìn ha iniziato a ritmare “Jump” dei Van Halen, Daniele s’è svegliato. Ha bonfonchiato «Scusami prete, mi sono addormentato. Son proprio stanco.» dando una pacca sulla gamba d’Ignazio che, sorridendo tranquillamente, s’è massaggiato la spalla rispondendo «Figurati…». Soliti atti della solita gente che solitamente ama. Il giorno dopo sono Annina e Bettina a imbarazzarlo. A messa finita gli s’accostano esitando. Lo sguardo interrogativo del prete fa parlare Annina. «Padre, forse non se n’è accorto… ma tutta Santamariammare sta parlando di lei e il maresciallo. Non vorrei sembrar pettegola ma… tant’è… meglio che glielo si dica noi, padre… insomma… lasciamo il Padre Nostro e veniamo ai fatti nostri, padre… ne abbiam viste di cotte e di crude in questo paese, padre. Noi le vogliamo tanto bene… ma qua i ghè mica sono amati come predicava Cristo, padre. Dopo la scena sul sagrato, già ne dicevano di cose su di voi. Noi l’abbiamo zittiti. Ma dopo ieri sera, padre, le cose si mettono male. Lei e il maresciallo… insomma… le fidanzate s’addormentano sulle spalle dei fidanzati, capisce? Noi… noi non vogliamo sapere niente… però… state un po’ attenti, magari? Ecco, ora ci scomunichi pure…». Come quando esci dalla toilette d’un teatro, t’immetti nel foyer, tra centinaia di persone, senza renderti conto d’avere un metro di carta igienica che pende dai pantaloni perché sei solo felice d’aver pisciato prima dello spettacolo. Così s’è sentito Don Ignazio. Le due donne, percependolo, non hanno nemmeno atteso che rispondesse. Salutano educatamente e lo lasciano là, assieme al fresco delle panche di legno e a tutti i Santi intorno. Paura. Per la prima volta ha provato sgomento e paura. Ventiquattr’ore prima era solo felice d’essere con Daniele. Che stupido. S’inginocchia. Inizia a singhiozzare pregando quel Dio col quale parla da quand’era bambino. Quel Dio che, poco dopo, gli risponde prontamente: «Ignazio, figlio mio devoto, vediamo di non rompere i coglioni, per favore, che l’universo ha mille altri problemi, ok? Ama e basta. Mi affido a te per diffondere questo messaggio come meglio riterrai.»

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