Bon appétit!

A Mentone ci sono i budelli come ad Alassio. A pensarci bene, i budelli sono dei semplici vicoli ben curati con negozietti antichi e signore anziane che, d’estate, sostano davanti ai portoni, sedute sulle sedie impagliate, mentre ciappettano tra di loro dei fatti degli altri. Marcel Deboucle ama attraversare i budelli di Mentone tornando da scuola. Soprattutto quelli che si trovano dietro al porto perché, nonostante il turismo, mantengono la loro preziosa eredità italiana. È proprio un peccato che questa città abbia scelto di passare, a suo tempo, alla Francia. Un certo Grimaldi l’acquistò tutta nel 1346. Poi se la prese il duca di Milano. Poi successero tanti altri casini che, onestamente, poco c’interessano. Quello che c’incuriosisce è come si può comprare una città? Come si può pensare di poter avere in mano delle persone; non una o due, ma tante persone che vivono in tante case, in tante vie, in tanti budelli? Come si può pensare di poter possedere una città? È così triste immaginare d’essere posseduti da qualcuno che ha pagato soldi e non passione e impegno, per avere il luogo dove abitiamo. Vabbè… Il ciottolato è rimasto lo stesso. Le insegne pure. C’è una gelateria bellissima proprio a metà del budello principale. Marcel ci si ferma ogni giorno per comprare un cono al gusto pistacchio e amarena. Gusti strani, ha Marcel. Oggi, però, assieme al cono, chiede anche una coppetta da 1 euro. «Solo panna, per favore» dice sorridendo. Rientrando tra la folla del budello inspira profondamente i profumi che lo pervadono. Gli aromi di lavanda e limone s’insinuano tra la gente inconsapevole del potere delle essenze. Marcel sfiora, senza farsi notare, i fragranti sacchettini di stoffa. Il profumo s’imbastisce col sudore dei suoi polpastrelli che porta velocemente al naso per odorarli. A 11 anni basta poco. In fondo al budello c’è una giostra antica, rotonda, coi cavalli bianchi e i bambini che ridono. Accanto alla giostra c’è un platano vecchissimo che ospita un formicaio da poco scoperto da Marcel il quale, senza farsi vedere, poggia delicatamente la coppetta accanto alle radici che hanno osato sfidare l’asfalto. Alle prime formiche che arrivano velocemente dice: «Bon appétit!» e poi scappa a casa, felice.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...