Cambiare

Ci sarà un momento in cui io e te ci chiederemo qual è stato, per noi, il momento più bello. Probabilmente lo faremo in un momento in cui, bello tra noi non sarà. Sono quelli i momenti in cui pensiamo alle cose belle; quando stiamo vivendo le cose brutte. Perché sembra pazzesco. Perché non ci si capacita. Perché quando si sta male ci sembra impossibile essere stati bene, con chiunque, perfino con noi stessi. Ci chiediamo quando, come, perché, chi cazzo ce l’ha fatto fare, perché non abbiamo cambiato strada, perché non siamo rimasti a letto quella mattina, perché non abbiamo parlato, perché non abbiamo tenuto chiusa quella boccaccia di merda che abbiamo, perché non abbiamo chiuso gli occhi, tappato il naso ma, più di tutto, perché non abbiamo serrato il cuore. Perché serrare il cuore previene una incommensurabile quantità di dolore, proprio come lo spazzolarsi i denti tre volte al giorno. Nessuna carie, nessun dolore. E visto che non si può prevenire, proprio come diceva il dentista della Mentadent P posizionando una radiografia dentale sopra l’altra, io ora voglio ricordarlo, quel momento. Stavo guidando verso il mare. La musica andava. Adoro averti accanto quando guido. Non so perché, ho sempre questa sensazione che noi due in qualche altra vita, su qualche altro pianeta, stavamo viaggiando assieme verso una meta comune, ma non ci è stato permesso di proseguire. E ho la sensazione che, in quel preciso istante, abbiamo giurato di ritrovarci quanto prima, viaggiando attraverso il tempo e il buio dell’immateriale universo fino ad arrivare a riabbracciarci. Il momento più bello è stato quando intorno a noi c’era solo il verde dei prati. Il mare non l’avevamo ancora raggiunto. Che ogni volta che vedo il primo azzurro delle onde, oltre la collina, ti tocco la spalla facendotelo notare e tu sorridi. Poi Alex Baroni ha iniziato a cantare Cambiare. E io l’ho seguito. E quando lui ha urlato, ho urlato anch’io così forte da perdere la voce il giorno dopo e solo in quel momento ho realizzato che anche tu stavi urlando con me. E poi non l’abbiamo più fatto. Perchè le cose belle, quelle belle davvero, sono impossibili da rifare e risentire dentro.

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