Il vuoto in mezzo alle cosce

Un’ora e un quarto A/R. Due ore e mezza al giorno della mia vita sprecate a pensare, guardare, sorridere dentro, ricordare, farmi scaldare dal sole, godere della pioggia che batte contro i vetri del tram mentre lui, indefesso, svicola oziosamente tra le vie del centro, verso le nostre mete lavorative; quotidianamente le stesse, per me e lui. E guardo la gente; in particolare, le donne. Non so, forse in un’altra vita ero un uomo. Non le guardo con lascivia. Le studio per catalogarne una peculiarità. Potrei essere paragonata a chi studiò le nuvole. Magari non gl’importava nulla delle nuvole, come a me delle donne, però ci teneva a catalogarle. Guardo le donne ammirandone l’elastica movenza, quando si accingono a salire sul tram. Certe donne (e certi uomini) posseggono una grazia a dir poco stupefacente. Si tengono al poggiamano con leggiadrìa assoluta mentre ripiegano gentilmente le dita sul freddo acciaio. E le guardo affascinata, immancabilmente, dal vuoto in mezzo alle cosce. Sì, proprio quello. Guardale bene. Camminano senza rendersene conto, quelle che lo posseggono. Distribuiscono uno sculettìo a destra e uno a sinistra mentre a metà gomito tengono una borsetta e nell’altra mano, magari, una sigaretta, un cellulare o un bambino da trascinare a scuola. Non se ne rendono conto. Il vuoto in mezzo alle cosce si osserva da dietro, non da davanti. È delle donne non troppo magre o grasse. Quello perfetto è raro. Pazzia? Vabbè, ognuno ha la sua. Lo cerco, l’analizzo e lo posiziono nella classifica dei vuoti in mezzo alle cosce che la mia mente bacata ha ormai collaudato da anni. Il viaggio è lungo. Osservo quella meravigliosa circoscrizione anatomica che delinea solide curve e morbidi anfratti. Guardo le sferiche (non sempre) terga che, grazie alla legge di gravità, lo sovrastano e gli fanno quasi da corona. Seguo l’andamento lento delle gambe tornite che lo modificano ad ogni passo, rendendolo ancora più affascinante. Sorrido come un pittore davanti al suo capolavoro. Sono belli, quei vuoti. Le donne che ci stanno intorno non devono esserlo necessariamente. E’ il vuoto ch’è importante. Gli uomini non ce l’hanno quel vuoto. Loro, al contrario, si guardano davanti e cercano il “riempimento”. Ma questa è un’altra storia…

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