Ti vedrò

La Giulietta sgommò rabbiosamente mentre Gianni Nazzaro urlava che per far l’amore ci vuole l’emozione. Non si sarebbe fatto mettere in soggezione da Marisa, anzi. Era là per quello. Fece inversione. Le si parò davanti con i fari puntati sulle cosce scoperte. «Sali Marisa… o ti butto sotto». Salì. Era abituata ai clienti prepotenti. E questo, pur essendo un grandissimo bastardo, restava comunque un cliente. Sapeva d’avere un conto aperto con lui. Sospirò chiudendosi dietro la portiera. Quando si fermò davanti al vecchio comune di Santamariammare era tranquilla. Vorrà urlarmi addosso senza farsi sentire, pensò. Quando la spintonò violentemente varcando l’androne, s’allarmò. Vorrà vendicarsi per quello che gli ho fatto, ma poi si calmerà, pensò. Quando indossò i guanti di pelle si preoccupò. I guanti si usano per nascondere le impronte, pensò. «Ora non fai più la grande, vero?». Aveva paura, sì, ma se ne fregò. «Non tutti hanno un prezzo come me, bastardo. C’è gente che vale. Lei vale. Non come me. Lei vale davvero. E tu non la potrai mai toccare. Avere un prezzo e avere un valore non sono la stessa cosa, sai? Tu vali solo i soldi che mi dai per scoparmi e farmi d’eroina.» La schiaffeggiò sputandole addosso. La parrucca, stranamente, resse. Resse anche quando, dopo averla violentata, la prese a pugni. In quel momento Marisa pensò all’ultima lettera che aveva scritto; pensò alla parola filofobia. Quando iniziò a soffocarla si dibatté, ma lui era più forte. Certi uomini sono più forti, bisogna ammetterlo; soprattutto se non li cogli di sorpresa e se vengono preparati. I pensieri presero a volare lontani quando l’ossigeno iniziò a mancarle. Si chiese distrattamente se esisteva una colonna sonora per morire, s’era possibile lasciare quel corpo in quel preciso istante per recarsi da Felicina e salutarla un’ultima volta, prima d’andarsene per sempre. Certe cose bisogna volerle fortemente, per ottenerle. Improvvisamente si ritrovò nella camera della ragazza, circondata dalle note di I’ll be seeing you cantata da Billie Holiday che Felicina stava ascoltando sdraiata sul letto, ad occhi chiusi. Le si avvicinò e, con tutta la sua energia, le baciò dolcemente le labbra. Fu allora che Felicina sorrise pensando a lei; mentre Marisa esalava l’ultimo respiro.

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