I bambini fanno oh!

Non sopporto i bambini che piangono. Di qualsiasi età. Non li sopporto all’ennesima potenza. Fosse per me, gli darei una testata proprio nel mezzo della fronte, uno a uno, per farli smettere immediatamente. Non li sopporto proprio. Non capisco la necessità di piangere, di urlare come dei forsennati, di sbavare e lacrimare come se non ci fosse un domani, di sbattersi per terra come dei pazzi indemoniati. Ecco, quando si sbattono per terra come se stessero attuando la loro migliore performance della tarantolata, li prenderei tutti a calci non nel sedere ma proprio nei denti, pure quelli da latte. Tutti, uno a uno. Li stamperei contro il muro per farli tacere una volta per tutte. Non è possibile pensare di comunicare in questa maniera. Non è accettabile. E non me ne frega niente del giudizio della gente. Quegli strilli prepotentemente invadenti che raggiungono note altissime, ti perforano le orecchie, ti fanno venire la nausea e il mal di testa all’improvviso che tu ti dici «ma è davvero possibile che ci siano esseri viventi che fanno tutto ‘sto cazzo di bordello solo per comunicare, per fare dispetto, per attirare l’attenzione?». Quelle facce, poi, offese, rimbrottanti come se tu gli avessi rubato la scorta d’ossigeno da qua alla fine della vita. Non li sopporto perché ricattano con il pianto, con gli sbattimenti, con tutta quell’opportunistica scenografia che dovrebbe farti sentire in colpa. E io, in colpa, non mi ci sento proprio. Li vorrei solo ammazzare di botte. E ce ne sono milioni come me, sicuramente. Ma non lo diciamo. Milioni, garantito al 100%. Ma non si può dire. Perchè i bambini sono carini, i bambini sono la cazzo di freccia che lanciamo nel futuro tramite noi stessi che siamo quel cazzo di arco di quella melensa poesia di Khalil Gibran che tutte le mamme rincoglionite postano su Facebook almeno una volta nella vita. I bambini sò pièzz ‘e core, i bambini sono la nostra estensione, i bambini sono puri e gentili, i bambini vengono al McDonald’s a fare le fottutissime feste di compleanno e io, che ho l’incarico di gestirne le attività, vorrei eliminarli, uno dopo l’altro, scaricandogli addosso una mitragliatrice caricata con proiettili di Happy Meal.

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