Ambè…

Invece di scrivergli, telefona. Certe volte non bisogna indugiare. Sente che Ignazio ne ha bisogno. Le spalle si porgono a vicenda, senza pensarci troppo. Ogni lasciata è persa, questo è il suo motto. Al quinto squillo sta per mollare il colpo quando uno stanco, scorato «Sì?» gli accarezza i timpani.

«Uè, prete! Come stai? Sono esattamente 17 ore e 14 minuti che non ci si vede! Che fai di bello?»

Sospiro lieve, silenzio… «Niente, maresciallo. Sto per chiudere bottega. Anche oggi sono finite le ostie.»

«Hmm, che ne dici di vederci per l’aperitivo?»

Sospiro lungo, pesante, silenzio… Gli lascia tutto il tempo. Alcuni silenzi parlano anche senz’essere incorniciati da lemmi e verbi. «Non in pubb… no, voglio dire… sì… ehhh… senti, vieni tu qua, hmm? Ti offro da bere, ok?»

«Ok, arrivo.»

Come faceva quella canzone di Ron? Non abbiam bisogno di parole, ti solleverò tutte le volte che cadrai Ignazio apre la porta senz’attendere che il campanello squilli. Sorride sollevato perché Daniele non fa domande. Daniele sorride soddisfatto perché almeno oggi lo vede. Ci s’accontenta di poco, quando quel poco per noi è tanto. Il prete si toglie velocemente la tonaca rivelando un completo nero. Il maresciallo sgrana gli occhi sbalordito. Non se l’aspettava. Ignazio ride dicendo: «Tranquillo, oggi non è giornata di spogliarelli. Dai, vieni…» e gli afferra la mano trascinandolo oltre il giardino della canonica, verso la chiesa e poi su per le scale del campanile, subito dopo aver prelevato da terra un sacchetto del supermercato. Arrivati in cima, le tortore li accolgono svolazzando nel sole che illumina le vetuste campane di bronzo e, meraviglia delle meraviglie, il maresciallo, che ha continuato a tacere, realizza d’essere nella tana del prete. Attraverso le quattro ampie arcate medioevali ornate di rose rampicanti s’intravede il paesaggio mozzafiato che dalla collina di Santamariammare raggiunge il mare. Ci sono perfino due sdraio, un tavolino, un frigo portatile e un ventilatore senza filo! Ignazio si volta verso Daniele come un bimbo che offre metà del suo panino col salame all’amichetto dicendo: «Godiamoci questo sole… vuoi?» e, senz’attendere risposta dall’altro, sistema le sdraio in mezzo alle quali posiziona il tavolino con bibite e salatini, mentre Daniele, allibito, pensa: «Ambè…»

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