La cura

S’innamorò senz’avergli mai veramente parlato. Non è facile innamorarsi senza guardarsi negli occhi, sentire il profumo dell’altro, camminare uno accanto all’altro, vibrare udendone la rauca voce, guardare i tramonti e aspettare le albe assieme. S’innamorò leggendo le sue parole, vivendo le sue emozioni, correggendo i suoi verbi, cambiando i suoi aggettivi, adattando la sua consecutio temporum. Qualsiasi cosa lui scrivesse sembrava raccoglierle il cuore da terra. Ogni sua parola nutriva l’anima fino a saziarla, tappava i buchi delle delusioni. Chi, come lei, faceva lo strano mestiere del correttore di bozze era a rischio innamoramento ogni tre per due, soprattutto se i testi erano autobiografie o diari pseudo-personali. Per questo, giustamente, l’associazione nazionale richiedeva ad ogni tesserato di fare il vaccino contro l’innamoramento degli autori. Qualche anno prima, infatti, avevano dovuto pagare una multa salatissima perché una s’era messa in testa d’emulare Annie Wilkes che aveva rapito Paul Sheldon facendogli passare il più brutto quarto d’ora della sua vita. Lei, però, causa raffreddore fortissimo, quell’anno il vaccino contro l’innamoramento degli scrittori non l’aveva fatto e poi, tra una cosa e l’altra, se n’era completamente dimenticata. Fu così che, quando le arrivò la prima bozza da rivedere, mica se ne ricordò e iniziò a lavorarci alacremente visto che la storia le piaceva pure tanto. Lo scrittore, ogni due settimane, le inviava un capitolo di 20 pagine. S’erano parlati al telefono per non più di mezz’ora. Le aveva dato istruzioni e da lì, nulla più a parte educate e formali e-mail bisettimanali. Lei si rese conto del gran casino in cui s’era cacciata quando, leggendo il quart’ultimo capitolo, realizzò di non volere che il libro terminasse. Era spacciata. Doveva trovare il modo di conquistarlo. Allora iniziò a correggere talmente tanto da far sì che lui dovesse darle riscontro e interagire molto più di prima. Cura. Ci mise quanta più cura possibile e immaginabile. Ogni frase diventava un’opera d’arte. Non si curò delle conseguenze. Doveva raggiungerlo attraverso le parole curate. Lui, però, non sembrò recepire il messaggio e continuò a scrivere, accettando le correzioni e ringraziando gentilmente. Quando arrivò l’ultimo capitolo lei, dalla disperazione, non volle aprire il file fino a quando lo fece e vide solo una parola…

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