Cose in croce

Nulla succede per caso. Ci si può illudere, pensa Lorelei, ma nulla mai succede per caso. Soprattutto se è il caso che ti viene a cercare. Le sarebbe bastato osservarlo crescere, se così si può dire, da lontano ma, purtroppo, nulla mai va come immaginiamo noi. Scende in negozio lentamente dopo aver inviato il messaggio a Majani. «Devo parlarle. Venga da solo. Qualsiasi momento va bene.» Ci vogliono pochi minuti dalla caserma al suo negozio. Spalanca la vecchia porta. Il confortante suono del campanello la rallegra mentre inspira l’aria salmastra del golfo che entra ad abbracciare le conchiglie degli scacciapensieri. Cosa gli dirà? Non lo sa. Sa solo che glielo deve dire. Nulla di più, nulla di meno. È arrivato il momento. Stringe in mano la tazzina di caffè che si è appena fatta. Le serve. È confortante. La caffeina è confortante in certi momenti. Ed eccolo arrivare, ma con Don Ignazio. Oh, vabbè, pensa lei. Se così dev’essere, che così sia. Li fa entrare sorridendo, senza proferire parola. Gli fa segno di sedersi. Padre Ignazio sorride ignaro. Majani la guarda con sfida. Lei sorride pensando: «T’avevo chiesto di venire da solo. Non l’hai fatto credendo che ti facessi chissà cosa. E vabbè… Prima lezione, maresciallo: se tua madre ti chiede di fare una cosa, tu non devi disubbidirle.” Chiude la porta del negozio dopo aver girato il cartello con sopra scritto CHIUSO. Si siede davanti ai due uomini e dice tutto d’un fiato: «Mi chiamo Lorelei Fantoni. Ho 63 anni. Sono nata a Santamariammare. Abitavo qua negli anni settanta. Nel ’72 fui violentata da Amedeo Breccia, insegnante d’inglese della mia classe. Avevo 15 anni. Il 25 dicembre di quell’anno diedi alla luce un bambino che fu adottato pochi giorni dopo. Non ho mai avuto sue notizie. Sapevo solo che l’avrei ritrovato qua, prima o poi. Quella voce che avete sentito l’altro giorno mi ha riferito che l’assassino di Marisa è Amedeo Breccia e che il mio bambino con la voglia a forma di cuore sotto il capezzolo destro era accanto a me, in quel momento. Devo dire altro?» Sospira profondamente mentre osserva Don Ignazio che, sbalordito, guarda il petto del maresciallo esclamando «Oh cazzoincroce!».

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