Nessuno si salva

Sapeva già dove trovarlo. L’aveva rintracciato non appena tornata a Santamariammare, anni prima. Aveva lasciato padre Ignazio davanti alla chiesa per proseguire lentamente, oltre il sagrato, dirigendosi verso il Bar Stella. Lo vide seduto a leggere il quotidiano mentre sorseggiava il caffè. Dimostrava tutti i settantott’anni che la vita gli aveva poggiato sulla schiena. Non era più il forzuto trentenne che l’aveva violentata. Restava, comunque, l’incubo degli anni ch’erano seguiti nell’attesa di quel momento. Come ci si sente ad osservare il prima del dopo che causeremo noi? Come ci si sente a guardare da lontano qualcuno al quale cambierai la vita per sempre da lì a pochi minuti? Fece una smorfia pensando: «Bene. Mi sento bene». Tremava, certo, ma stava bene. Ce la poteva fare. Ce la doveva fare. S’avvicinò al tavolino dell’uomo. «Buongiorno professor Breccia. Posso sedermi?» Lui alzò lo sguardo sorridendo formalmente. Molti ex-studenti l’approcciavano per salutarlo da quando era in pensione. «Certo cara. Come va? Tutto bene? Di che anno sei?» Vomito, desiderio di fuggire, di urlare, di picchiarlo. Non fece nulla di tutto ciò. Si sedette. S’accostò, guancia a guancia, quasi da potergli contare i peli delle basette bianche. Guardando la chiesa di fronte, strinse forte i pugni e bisbigliò sottovoce: «Del ’72. L’anno in cui mi ha violentata, professor Breccia.» Come ci si sente a specchiarsi nel fuoco dell’inferno di qualcuno che hai appiccato tu? Nessuno si salva, mai. Questo fu il primo pensiero dell’uomo. La defaillance durò pochissimo, però. Si voltò sorridendo solo con le labbra. Lo sguardo gelido, quasi disumano. «Non so di cosa stia parlando. Mi perdoni, devo andare.» Fece per alzarsi, ma Lorelei gl’impedì di farlo spingendolo impercettibilmente di nuovo nella sedia. «Te la farò breve, professore. Decidi tu: vuoi essere condannato solo per l’omicidio di Marisa Soziano o preferisci che si aggiungano alla denuncia anche i circa 30 stupri di cui ho raccolto le testimonianze? E se assieme agli stupri ci mettessimo anche un figlio che una delle tue ex-studentesse, tipo io, ha partorito proprio qua in paese, nello stesso convento in cui mi violentasti? E se assieme all’omicidio, agli stupri, al figlio illegittimo ci mettessimo pure un bellissimo test del DNA, che ne dici?»

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