Mater Noster

Mercedes Canova era imbestialita. Passando davanti a una bancarella del mercato di Santamariammare aveva sentito Bettina, la prefica di don Ignazio, spettegolare su Felicina e Irene che erano scappate dall’ospizio perché, secondo lei, avevano a che fare con l’omicidio di Marisa. Mercedes l’aveva zittita fingendo di scontrarsi con lei e colpendola violentemente alla caviglia col carrello della spesa a quattro ruote, quello grosso e pesante. Fanculo Bettina! Poi era corsa a casa. Che ne sapevano loro? Che ne sapevano del dolore di Felicina che non aveva potuto vedere Marisa per l’ultima volta? Che ne sapevano di lei che aveva perso, improvvisamente, le sue due migliori amiche? Che ne sapevano di Felicina, del marito violento, del fatto ch’era rimasta a Milano sperando di veder arrivare Marisa ogni ora della sua vita? Che ne sapevano di Felicina che aveva deciso d’andare a stare con la sorella in quell’ospizio moderno che accoglieva pure i familiari subito dopo essersi licenziata con lo scivolo solo perché non aveva più nessuno da amare? Che ne sapevano della lettera che Marisa aveva lasciato a Mercedes e che lei non aveva mai dato a Felicina per non farla soffrire più di quanto già non stesse soffrendo? Avrebbe voluto prendere a schiaffi Bettina. Avrebbe voluto urlare a tutti di smetterla di spettegolare. Che nessuno sa mai la verità, nemmeno noi, a volte! Che lei voleva un bene immenso alle sue due amiche. Che aveva tenuto quella lettera per così tanti anni pensando, come una madre che vuole proteggere la figlia dalle lacrime del mondo, di non voler dolere a Felicina ma ora, forse era arrivato il momento. Eppoi, si sentiva sempre a disagio, ogni volta che vedeva quella missiva. Ora, più che mai. Si vestì di tutto punto. Si diresse, guidando sicura, verso la masseria dei Mercanti. Ci mise poco a trovarle. Felicina non smetteva d’abbracciarla. Irene le spiegò dei dubbi che aveva, sulla morte di Marisa e sul coinvolgimento del padre. Mercedes le promise di chiedere in giro. Aveva delle conoscenze in caserma e magari, pur andando contro la sua volontà, avrebbe chiesto anche a Bettina, quella pettegola. Che a volte, a parlar male si fa male, ma ci si azzecca un po’.

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