Pater Noster

«…che ne dici?» Queste furono le ultime parole della donna che, subito dopo avergliele sospirate nell’orecchio, così com’era arrivata, ombra indistinta e indistinguibile del suo passato, se ne andò; senza che lui se ne accorgesse. Amedeo Breccia fissò il campanile davanti al bar fino a quando non suonò l’ora. Fermo, immobile. Sguardo vitreo. Sembrava non respirare. Al primo rintocco, mentre tortore e rondini svolazzavano spaventate nella piazza di Santamariammare, una lacrima scese dolcemente, piccola e leggera, sulle guance rugose e barbute dell’uomo, seguita poi da altre come lei. Da lontano non si vedevano. Certe lacrime, se le nascondi bene, sono invisibili. Seduto nell’angolo del dehor, lontano dalla folla, non osò alzarsi per scappare. Prima di tutto perché gli tremavano le gambe. Poi perché non ce la faceva più. Era arrivato il momento. Quella donna, che aveva violentato e che aveva detto d’essere madre d’un figlio che non aveva mai visto, gli aveva reso un favore. Era assurdo, ma vero. Tanti pensieri. Tanti sentimenti. Non ce la faceva più. Erano così tanti anni che, quando andava a messa con Sofia, e diceva «…rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori» gli veniva talmente forte da vomitare che faticava a nasconderlo. Gastrite, aveva detto il medico. Schifo per sé stesso, pensava lui. Un terzo di quelle lacrime lo versò perché non avevano avuto figli. Quel Dio che l’aveva messo sulla Terra a fare quelle porcherie, sapeva bene quanto lui avesse voluto averne almeno uno. Per insegnargli tutte le cose belle che lui non aveva fatto. Per proibirgli di fare tutte le cose orribili che lui aveva compiuto. A questo servono i genitori. S’alzò lentamente facendo leva con le mani sulle gambe stanche. Sospirò. Sorrise mestamente. S’aggiustò la giacca. S’accarezzò la barba bianca fradicia di lacrime. Tirò su col naso e, con passo debole ma fermo, si diresse verso la caserma.

Quindici minuti dopo Daniele, sgomento, chiese a Forneris di ripetere per la terza volta. «Maresciallo, mi fa preoccupare adesso! Ok, ripeto: il professor Breccia è fuori che aspetta di parlare con lei per l’indagine su Marisa Soziano. Dice d’avere delle informazioni che potrebbero esserle utili. Lo faccio entrare? O vuole che ripeta?!»

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