Paty la patella

Paty la patella viveva felice su uno scoglio del Mar dei Sargassi. Un bel giorno passò di là un trafficante di droga ch’era diretto a Boston, non per spacciare ma per assistere alla nuova edizione del musical “Priscilla, la regina del deserto”. Quest’uomo, per diletto o per noia, vallo a capire, staccò Paty dal suo scoglio, le tolse la conchiglia per farsene un ciondolo e la ributtò, tutta nuda e solinga, nel gelido mare. La cosa che la indispettì di più non fu l’atto di ladrocinio perpetrato dall’infame bucaniere, perché lei sapeva d’avere una bellissima conchiglia, ma il fatto che stare nude, alle patelle, dentro al mare, mica gli piace tanto, eh? E più si lamentava meno la nuova conchiglia cresceva. Perché ci vogliono almeno tre anni per avere una conchiglia d’almeno 4 centimetri, che si sappia. ‘Capirai…’ pensò Paty sventolandosi con un ventaglio fatto d’alga dei Sargassi ‘…di questo passo morirò ancor prima d’avere il guscio’. Mentre continuava a lamentarsi, che pure i pesci se l’erano data a gambe perché non la sopportavano più, arrivò un plotone di anguille europee. Paty le conosceva bene quelle europee. Alcune di loro avevano la erre moscia ed erano più silenziose di quelle americane che invece erano proprio caciarone e smargiasse nonostante avessero perso la mascella durante il viaggio di ritorno in quel mare inospitale. Mamma patella gliel’aveva raccontata la loro storia. «Le anguille vivono più di cent’anni» aveva detto. «Nascono qua, ma poi vanno in Europa e in Nord America. E ritornano solo una volta, per riprodursi e morire. Ma prima di farlo cambiano corpo per riabituarsi al mare e mutano colore per evitare d’essere mangiate, diventando d’argento. Vai a capire perché fanno questa cosa!» diceva sempre mamma patella. ‘Ma chi se ne frega’ pensò Paty ch’era concentrata sulla sua recente perdita. In quel momento passò un bell’anguillone di centotre anni che le fischiò dietro anche se non aveva la mascella. Infatti il fischio venne fuori un po’ floscio e moscio, ma Paty si girò di scatto tutta eccitata perché, pure senza conchiglia, qualcuno l’apprezzava. E fu così che Poto l’anguillone si sposò con Paty la patella e nacque una nuova specie di crostaceo: il potopaty argentato.

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