Chiodo schiaccia chiodo

Majani pensò che non voleva inginocchiarsi davanti alla Signora. Quello fu il suo primo, assurdo pensiero. Forneris stava raccogliendo la confessione, sconvolto. Daniele cercava di contenersi. Doveva. Non poteva fare altro. Vedere per la prima (e probabilmente ultima) volta tuo padre in occasione della sua confessione d’omicidio non era cosa da tutti. Voleva scappare. Fuggire via, lontano da Santamariammare. Muoveva incessantemente la gamba destra, sotto la scrivania, mentre l’anziano, davanti a lui, parlava, piangeva, singhiozzava e poi, nuovamente, parlava, piangeva, singhiozzava. Disse perché l’aveva uccisa, che l’aveva tenuta per qualche giorno in auto e che poi l’aveva sotterrata nel convento dei Domenicani. Sembrava quasi sollevato. Majani cercò di non riconoscere i suoi occhi azzurri in quelli colmi di lacrime dell’assassino. Decise che non si sarebbe mai fatto crescere la barba. Non voleva somigliare a lui. Distrutto nell’anima, ma glaciale fuori, chiamò il carcere per organizzare il trasferimento. Appena messo giù il telefono, un carabiniere entrò urlando: «Maresciallo! Venga subito! Che bordello! Don Ignazio sta prendendo a botte Pinìn! Non riusciamo a fermarlo!» Chiodo schiaccia chiodo, si dice… Majani, incredulo, lasciò Breccia in custodia. Corse in piazza dove, al centro d’un surreale capannello, c’era Ignazio che teneva per la collottola un già livido Pinìn. «Ripetilo! Ripetilo infame d’un uomo! Ripetilo se ne hai coraggio! Ti faccio nero anche l’altro occhio!» Pinìn sogghignò dicendo: «…e lo ripeto essì! Porcoddìo adesso c’abbiamo pure i preti gay! Ok?! Eh?! Dai picchiami, prete! Fammi vedere se sei uomo sotto quella gonna!» L’urlo del prete invase la piazza. «Dio non è porco!» Pugno. «Lo conosci così bene da dire ch’è un porco!? » Altro pugno. «E se lo conosci bene, saprai pure che poco gliene fotte a Dio di chi scopiamo o amiamo!?» Altro pugno. «E se son gay saranno pure cazzi miei? Così facciamo pure la rima!?» Altro pugno. «Al prossimo rosario con delitto t’ammazzo io con le mie mani, Pinìììn!!» Altro pugno. «T’affogo nell’acqua santa! Così la smetti di dire cazzate!» Daniele, allibito, fattosi faticosamente strada tra la folla, afferrò e strattonò violentemente il prete per le spalle urlando: «Ignazio, controllati! Ignazio!» Fu allora che il prete si voltò sferrando un gancio al maresciallo e sibilando: «Ignazio un cazzo!!»

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