Megattere

Una sera di luglio del 1866 qualcuno disse a Jonathan Ross, famoso tenore dell’epoca, che una megattera era stata avvistata nel fiordo di Tay. ‘Certe notizie, a Edinburgo, arrivavano sempre in ritardo’ pensò Jonathan. Dicevano ch’erano quasi sei settimane, ormai, che stava succedendo. La snella balena dalle lunghe ed eleganti pinne pettorali arrivava fin quasi al termine della gelida ansa scozzese poco prima del tramonto. Volteggiava per qualche minuto esibendosi in ipnotizzanti salti e acrobazie nell’acqua mentre i riflessi azzurrini della sua splendida corporatura rilucevano nei riflessi del sole morente. Cantava per una decina di ore per poi scomparire, di nuovo, tra le onde gentili del mare poco prima dell’alba. Si ripresentava il giorno dopo alla stessa ora ripetendo lo stesso spettacolo. Sembrava aspettasse qualcuno. Il suo lamento ipnotizzante non dava tregua agli abitanti dei villaggi del fiordo. Qualche pescatore aveva cercato d’arpionarla, senza successo però. Jonathan lasciò il teatro dove aveva lavorato negli ultimi mesi e s’avviò verso Tay senza nemmeno chiedersi perché. Sapeva di doverlo fare. Ci arrivò il giorno seguente, dopo aver camminato ininterrottamente per quasi 20 ore. Dopo essersi lavato e cambiato, pagò profumatamente la locandiera del Brilogy Inn affinché spedisse urgentemente un plico in Italia, a Cremona. Uscì e arrivò in Bay Road proprio nello stesso momento in cui la megattera palesava per l’ennesima volta il suo bellissimo muso. Stranamente, quella sera l’animale non si esibì nei suoi soliti volteggi acrobatici. Iniziò solo a nuotare formando delle circonferenze con le onde che si avvicinarono sempre di più a Jonathan che sostava a riva sorridendo e annuendo ininterrottamente. Quando l’ultima potente onda lambì i piedi del tenore, la megattera iniziò a cantare. Quelle vibrazioni, solo per lui, si trasformarono in parole: «È tempo d’andare, padrone. Spero tu abbia spedito il tuo dono là dove avevamo concordato.» Jonathan annuì e si lasciò andare nelle acque accoglienti. Qualche giorno dopo, a Cremona, una partoriente (mamma del futuro tenore Giuseppe Cremonini Bianchi) ricevette dalla Scozia un plico che conteneva un atto di eredità di dono canoro. Nessuno notò il fatto che la megattera scomparve lo stesso giorno di Jonathan Ross. Certe cose non si notano mai… A ogni tenore, una megattera dalla suadente voce.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...