Nostra Signora del Lisozima (2)

Come aiutarli? Beh, lei porge un fazzoletto a quelli che guardano dall’altra parte. Abbraccia quelli che dicono che non gli è mai successo. Tocca gentilmente le mani di chi si colpisce in petto cercando di fermarlo per fargli capire che non c’è bisogno che si faccia più male di quanto ne stia già provando. Certi uomini sono davvero dei masochisti. Si devono fare per forza male, dentro e fuori. Altrimenti non sono uomini. Sorride e annuisce, per contro, a chi scrolla la testa. Poi asciuga le lacrime a tutti. Con il dorso della mano, con i polpastrelli leggeri, stando lontana, senza toccare, se così deve essere. Devono sentire che sta portando via le loro lacrime; come faceva la loro mamma quand’erano bimbi e si sbucciavano le ginocchia cascando con la bicicletta. Gli uomini, i maschi, piangono quando si fanno male forte dentro. Fisicamente non è male forte. Nel cuore è male forte. Nell’anima è ancora più forte. Tutti, dopo, cercano di capire perché hanno pianto. La guardano stupiti. Lei gli chiede se lo sanno. Tutti lo ignorano. Anche lei. Allora guardandoli furbescamente, dopo la prima tornata di lagrimare ininterrotto, lei gli dice sorridendo: «Senti, non so perché hai pianto. So, però, che nelle tue lacrime c’è la lisozima. È un enzima battericida in grado di distruggere numerose specie batteriche. Insomma, più piangi, più le tue lacrime ti proteggono, capisci? E mica c’è bisogno, del resto, di capire perché si piange, no? Tanto, mica tornano indietro le lacrime. No. Non tornano mai indietro. E’ una questione di gravità. Bella questa: è una questione di gravità. Capisci? Se sì, bene. Altrimenti… non si può spiegare perché è troppo bella per spiegarla». Poi, automaticamente, si ricorda che, per farli sorridere, deve raccontargli anche delle salsicce e del grasso delle salsicce o della pelle del grasso delle salsicce, o qualcosa di simile… non rammenta bene. Una volta non l’ha fatto perché è bastata la storia del lisozima, per farlo ridere. Comunque… sì, l’uomo piange quando si fa male forte. Dentro. Solo che, quando piange di felicità, lei non l’ha mai visto. O, meglio… un uomo che le piange di felicità davanti, lei non l’aveva mai visto fino ad allora.

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