Le cose belle di Dio

Daniele evitò d’inginocchiarsi non uscendo dalla caserma per una settimana. Certe cose necessitano di tempo. La Signora seppe dell’arresto di Breccia dalla solita Bettina mentre stava terminando un sonaglio di vongole e cozze. ‘Il bianco e il nero. Così lo chiamerò questo’, pensò annodando l’ultima conchiglia e sospirando, finalmente, tranquilla. Mercedes informò Felicina e Irene. Poi, a Santamariammare, si tennero i funerali di Marisa. La chiesa era gremita. Daniele era in prima fila. Quando Lorelei arrivò si fece posto accanto al maresciallo chiedendo a Bettina si spostarsi. Poi guardò con aria interrogativa il figlio che, dinanzi a tutti, le si inginocchiò velocemente davanti per poi risedersi, stizzito e rosso come un peperone. Il singulto di Bettina, alla vista del siparietto, venne soffocato dallo sguardo furente di Daniele. Marisa, Irene e Mercedes sorrisero furtivamente. Quando arrivò padre Ignazio al maresciallo batté forte il cuore. Il prete non perse tempo. Sorrise e poi iniziò: «Carissimi, poiché dai continui pettegolezzi so che avete gradito la sceneggiata gentilmente offerta dal sottoscritto, oggi a chiosa di quanto successo, desidererei, prima d’iniziare la messa, parlarvi delle cose belle dell’amore. Sedetevi, prego. Chi non vuole ascoltare» disse guardando minacciosamente Pinìn, «può tranquillamente andarsene al bar di fronte. Offro io.» Rimasero tutti seduti. «Dunque, conoscevo Marisa. Avevo 11 anni, ma la conoscevo bene. Marisa è una delle cose belle della mia vita. Perché? Non sono fatti vostri.» disse osservando minacciosamente Bettina. «Vi dirò però che tipo di bellezza era. Marisa era una bellezza di Dio. Lei era bella, dentro e fuori. E Dio non può aver creato cose belle che ci fanno sorridere e stare bene per poi farci stare male a causa del giudizio degli altri esseri umani su quella cosa. Siate Dio. Provate a guardare da Dio le cose. Se guarderete le cose come fa Dio, capirete che nulla è peccato. Tutto è deciso e voluto lui. Qualsiasi cosa. Che ci piaccia oppure no. Soprattutto le cose che ci fanno sorridere di gioia e tremare le gambe al solo ricordo.» ‘Ricordo le labbra morbide d’un maresciallo… chissà se il papa cambia idea… forse dovrei abbandonare la tonaca?’ pensò padre Ignazio mentre, improvvisamente, il portone della chiesa si spalancò facendo sobbalzare tutti.

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