Oltre

La statua della Madonna nera di Santamariammare oscillò pericolosamente. Ignazio corse a sorreggerla mentre la gente si faceva spasmodicamente il segno della croce: non c’era nemmeno un refolo di vento in chiesa. Il prete osservò la Signora. Sembrava concentrata a governare forze invisibili che s’erano presentate al funerale. Qualcuno urlò d’aver visto delle ombre svolazzare intorno alla bara di Marisa. Altri risero. Felicina sobbalzò percependo distintamente il profumo di Marisa che l’avvolgeva da capo a piedi. Ignazio riprese velocemente il discorso: «Termino chiedendovi se preferite avere gente come Breccia che compie atti orripilanti e poi viene qua a pregare e se siete consci che nessuno di voi potrà mai scagliare la prima pietra, con tutti i peccati che m’avete confessato! Perché, se i vostri peccati fossero pietre vere, ci potrei lastricare una strada larga 10 metri che arriva fino alla luna! Preferite un assassino a una ragazza che sa cos’è l’amore o a un prete che ama qualcuno che lo ricambia? Bene, se è così, ricordatevi di portarvi il ventilatore all’inferno! E per chi avrà l’accortezza d’andarmi a denunciare al vescovo, ricordo che il mio cognome è Labatini con la T e non Labadini. Iniziamo pure la messa, ora.»

Dopo aver assistito alla tumulazione di Marisa la Signora s’accostò a Felicina: «So che qualcuno ti sta ancora aspettando. Vuoi che t’aiuti a incontrarla anche se per poco?». Felicina, sorpresa, annuì serrando le labbra e piangendo lievemente.

Dentro Palazzo Serenella faceva fresco. La Signora mormorò: «Siamo qua». La madre di Aniello sbucò dal muro sorridendo. Felicina quasi svenne. La Signora la sostenne. «Ce la fai? Purtroppo è ora o mai più. Poi non potranno più aiutarci. Marisa dovrà andare via». «Sì» rispose Felicina, tremando. «Bene, allora siediti, chiudi gli occhi e chiamami, se hai paura». Grazie alla Signora e alla mamma d’Aniello, l’essenza di Marisa, dopo quasi 50 anni, toccò, accarezzò e baciò nuovamente la donna che amava. Poi sussurrò: «A rivederci oltre, Feli. Io t’aspetto di là. Trattati bene.». Pochi minuti di Marisa, dentro, fuori e intorno a lei, per Felicina, durarono secoli. L’amore sicuramente va oltre. E noi, che non lo comprendiamo, stupidamente c’incaponiamo a cercare l’eternità in una vita che eterna non è.

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