Fine

Lo ringrazia. Lo ringrazia sempre, mentalmente, ogni volta che ne sfoglia lentamente, con rinnovata curiosità, le pagine. Camminavano lentamente, uno accanto all’altra, sotto il sole tiepido di un qualsiasi sabato pomeriggio. Camminavano senza tenersi per mano. Non ne avevano bisogno. C’è gente che anela al contatto. Altri che, invece, si toccano senza guardarsi, come loro. Si fermarono davanti alla vetrina d’un vecchio libraio. «Sai, un libro che mi piace molto è L’arte della guerra di Sun Tzu. Non lo leggere come una manuale di guerra. Leggilo come una guida per la vita.» Lei disse: «Mai nella vita. I cinesi mi stanno sulle palle». Lui sorrise: «Leggilo, poi mi dirai.» Lei lo lesse per una sola ragione: lui l’arricchiva. Lui l’arricchiva di conoscenze che le somministrava con pacata saggezza, senza mai farla sentire inferiore. Lei lo nutriva. Lei nutriva le sue disperate speranze. Quelle con la D e la S maiuscola. Quelle che sappiamo benissimo che mai si verificheranno ma che ci fanno vivere meglio la vita che detestiamo. Lo scambio era equo. Così, anni dopo, riprende quel libro per terminarlo, finalmente. Sfoglia le pagine già lette pensando scioccamente che, forse, non l’ha mai voluto concludere perché, togliendolo dal suo comodino, eliminerebbe da là anche il ricordo di lui. Negli anni, i segnalibri di Van Gogh e Monet, si sono alternati con quelli di Winnie the Pooh e Dragonball. Ed ecco che il timido orsetto le sorride mentre arriva alla “Forma”, il quarto capitolo.

“L’invincibilità sta nella difesa

La vulnerabilità sta nell’attacco

Se ti difendi, sei il più forte

Se attacchi, sei il più debole.

Coloro che nel passato eccellevano nella difensiva,

sapevano nascondersi sotto le nove terre e sopra i nove cieli;

muoversi rapidamente in modo da preservare le loro forze

e ottenere una vittoria completa.”

Quante volte. Quante volte s’è difesa. Quante volte ha attaccato. Alla fine? Alla fine ha attaccato più volte di quante si è difesa, l’ammette, però è stata ugualmente dura, almeno per lei. Ora? Ora sta cercando un capitolo di Sun Tzu dove si parla della felice tregua. Perché adesso sta vivendo un momento di estatico differimento temporale. E alla felicità non è abituata; magari Sun Tzu la può aiutare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...