Ma Bessy

E’ una fredda mattina di primavera. La donna scalza cammina attraverso i tavoli della locanda ancora chiusa. Odore di vino e cibo accompagnano i suoi passi stanchi. A terra non ci sono piastrelle, ma solo polvere e terra soffice e argillosa. Afferra due anelli di ferro e tira con forza verso di sé le due ante del portone di legno per far entrare la luce fredda anglosassone. Avanza di qualche passo, oltrepassando il gradino che segna la soglia tra la strada fatta di ciottoli e fango e la locanda, e affonda i piedi nella strada. Freddo e umido l’abbracciano, fedeli e vecchi amici. Prende tra le mani i lembi delle gonne pesanti che le avvolgono le gambe e li fissa alla cintura che le pesa sul ventre. L’aria fresca lambisce le sue cosce bianche e ben tornite. Deve andare a comprare qualcosa. Grosse monete pesano nelle sue tasche. Inizia a camminare, deve fare solo pochi metri per arrivare in bottega. Qualcuno le passa accanto dicendo: “Aye, lady” e lei sorride. Si chiama Ma Bessy e deve sorridere a tutti, sempre. Una come lei non può non sorridere. Compra grassi e grossi pezzi di maiale che si farà consegnare più tardi. Poi torna in locanda, a mescere il vino con le erbe che ha preparato durante la luna piena. Quando arriva la carne la porta nella fredda taverna scavata dentro la montagna, oltre la cucina, e appende delicatamente ogni pezzo accanto ai corpi ciondolanti dei bambini ammazzati poche ore prima. Nel 1200 scompaiono in fretta i bambini che vivono dei dintorni di Sutton Hoo, nel Suffolk. Sorride accarezzandosi il mento e guardando i tre piccoli umani che cucinerà a breve, assieme al maiale e alle spezie coltivate da lei. Tutto il villaggio ama lo stufato di Ma Bessy. La ricetta gliel’ha tramandata la madre che, a suo tempo, era indecisa se ucciderla oppure no, dopo averla violentata ripetutamente per giorni, quando aveva cinque anni. Così, in un momento di debolezza, decise di farne la sua complice. A un certo punto le urla non le senti più. Basta ficcargli una bella pezza in bocca. Non troppo profondamente, però, altrimenti soffocano e non riesci a violentarli prima d’ammazzarli.

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