Musica e parole (non dette)

Le cose strane che ti succedono la domenica mattina.

“A volte sono un bastardo e a volte un buono, a volte non so neppure come io sono…” cantava l’attizzantissimo Julio mentre da ragazzina, la domenica pomeriggio, m’avviavo allegramente verso il Cinema Cerri, che ora hanno buttato giù. Avevo 13 anni. Mi rivedo, coi jeans a zampa d’elefante stretti all’inverosimile, aspettare dietro la cassa per comprare le liquirizie e poggiare le terga sui sedili di legno. Non vorrei dire una cagata ma mi sa che ne fecero pure un film (non quello di Tartaglia del 2013). Comunque, Iglesias era il cantante preferito di mia sorella. Penso pure di averle rubato il 33 giri, tra un trasloco e l’altro. E stamattina, mentre pulivo camera, il vento ha adagiato questa canzone sulle mie coperte. Allora, tra uno stridio d’un gabbiano e l’altro, ho pensato che non esiste il femminile di pirata. Ma, forse, è meglio dire che non esiste il maschile di pirata (se vogliamo restare attaccati alla A finale, amica degli estrogeni). E poi ho pensato che la parola bastardo non si usa più molto ultimamente, ma che, secondo me, abbiamo tutti il diritto di essere bastardi e buoni quando vogliamo noi. Infatti, ieri ho letto un messaggio di un Maestro Asceso, Dali, che diceva più o meno la stessa cosa (naturalmente in maniera più poetica) e che denunciava la falsità della gente che davvero vorrebbe essere bastarda ma che non osa esserlo. Eh, sì, ‘sta storia del porgi l’altra guancia, del perdona comunque e sempre, del dare sempre il beneficio del dubbio, del pensare sempre prima di parlare dovrebbe davvero smettere. Soprattutto per me, a dire il vero, che non voglio mica morire di malattie psicosomatiche. E così, magari, ogni tanto, quando Marte si prende a braccetto con Saturno contro e Mercurio retrogrado, mi acchiappa ‘sta maledetta voglia di prendere la gente per il colletto o anche di ficcargli due dita sotto il mento per alzarli di mezzo metro solo con la forza della mia rabbia e dirgli: «Uè, ma tu davvero pensi che io possa sopportare pure questa?!». Poi mi guardo allo specchio e mi dico ‘Vabbè, và…’ e metto un po’ di Billie Holiday.

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