Convenire

Bellissimo. Com’era più quella pubblicità della Mastercard? Neanche con un milione di carte piene di mille milioni di dollari l’una avrebbe ottenuto lo stesso risultato. Certe espressioni facciali non si possono proprio comprare. Bellissimo vedere la mascella del maresciallo Maffiàni cercare di abbandonare letteralmente i baffi a manubrio dalla sorpresa. Bellissimo vederlo tossire le patatine … Continua a leggere Convenire

Ninna nanna ninna oh

Santamariammare è bella in ogni stagione. Nessuno sa quand’è successo che il nome s’è attaccato tutt’assieme. Ma non fa niente. L’importante è che esista. È importante che esistano un luogo da dove partire e un luogo dove arrivare quando finisce il viaggio. Oppure no. Forse è anche importante imparare a perdersi vagando senza meta, pensa … Continua a leggere Ninna nanna ninna oh

Battaglia navale

WhatsApp: “Uè, Ignazio! ma tu lo sai che giorno è oggi?!” “No” “Come no?! Ma è l’anniversario dell’abbassamento!!” “Abbassamento di che? Ma dove sei? Di che parli? E perché c’hai ‘na zuppa come foto del profilo, ora? E la smetti di fare ‘ste faccine, che sei un Maresciallo, non un disegnatore di manga?” “Con tutti … Continua a leggere Battaglia navale

4 marzo 1975

Certe date le dimentichi facilmente. Altre, invece, si fissano sull’anima come la bruciatura di ferro s’una candida camicia. La puoi nascondere, certo, indossando un maglione, ma ti resta addosso, comunque. Felicina ricorda bene il 4 marzo 1975. Era martedì. Il vento malefico le causava vertigini. Mai sopportato il vento, lei. Già... e poi, Marisa aveva … Continua a leggere 4 marzo 1975

Delle cose che si chiedono… e si ottengono.

Punta la chiave verso la porta e, a colpo sicuro, senza guardare, l’infila nello stomaco di Maffiàni che, con un sorriso divertito, abbassa la testa e con voce roca sussurra attraverso i baffi: “Ignà, la pistola è un po’ più in alto… Vorresti, per caso, vedere il grilletto?” Un urlo di tre secondi e via, … Continua a leggere Delle cose che si chiedono… e si ottengono.

Gli spazi giusti

Mentre digita il messaggio da mandare al Maresciallo Maffiàni, Padre Ignazio pensa che ci vogliono le parole giuste. Ed anche gli spazi giusti. Già, gli spazi giusti. Perché è soprattutto negli spazi, nei brevi silenzi, nelle impercettibili pause che s’accoccolano pigramente tra una parola e l’altra, che diciamo o scriviamo le cose più importanti. Sospira … Continua a leggere Gli spazi giusti

La cosa

Padre Ignazio non sapeva se ridere o piangere. Annina lo guardava maliziosamente sorridendo come il gatto che s’è mangiato il topo e sta solo aspettando di ruttare. Lo “svegliò” il rintocco del campanile. Si guardò intorno con aria stralunata rendendosi conto d’essere nella piazza principale di Santamariammare. Di fronte, al bar Stella, stavano servendo l’aperitivo; … Continua a leggere La cosa

15 secondi

Sentì il fruscìo della tendina di velluto bordeaux che veniva violentemente tirata via dal maresciallo. Successe tutto in 15 secondi. Prendere o lasciare. 15 secondi. Ascoltò i passi decisi di Daniele allontanarsi  verso il sagrato mentre l’intestino gli si contorceva come s’avesse avuto un cesto d’anguille in pancia. Faticava a respirare. 15 secondi. Pensò mille … Continua a leggere 15 secondi

Estorsione di confessione

“Da quando in qua i marescialli spiano i preti?” Non s’era mai sentito talmente in colpa. Nemmeno quando aveva rubato i confetti dal cassettone di nonna Finizia. Paralizzato dal rimprovero appena tuonato sulla sua testa non riusciva a muoversi. Guardava a terra cercando disperatamente una risposta coerente, da uomo maturo. Se ne uscì con un … Continua a leggere Estorsione di confessione

Symbolum ’77

Uscì dalla sagrestia. Annina era seduta in prima fila. Stette male immaginando quanto avrebbe stonato cantando Symbolum ’77. Gli si sarebbero rizzati pure i peli incarniti. Non era un canto liturgico moderno ma quella manciata di obsolete anime, mangiatrici d’ostia stantia, che non mancavano mai una messa, quella volevano. Doveva accontentarle. Durante le feste comandate … Continua a leggere Symbolum ’77

Non voglio innamorarmi mai

Il ristorante si chiamava Pace e Bene. Era situato all’uscita dal casello dell’Autostrada del Sole. La gente di Santamariammare c’andava per il soffritto d’interiora di Dumminico, il napoletano. La salsina piccante, scura come il sangue rinsecchito delle bestie, dipingeva, con il rosso del peperoncino, le labbra di chi aveva il coraggio di assaggiarne anche solo … Continua a leggere Non voglio innamorarmi mai